Vai al contenuto

“I colpi di pistola, la follia”. Bimba uccisa dalla mamma: motivo atroce. Come ha potuto

Una disputa familiare approdata in tribunale si è conclusa nel modo più drammatico a Houston, in Texas. La piccola Vivian è morta dopo essere stata raggiunta da colpi d’arma da fuoco nella casa di famiglia; la madre, Cibelle Savella, 35 anni, è deceduta in ospedale poco dopo. Il fatto è avvenuto a poche ore dalla decisione del giudice sull’affidamento della bambina.

Secondo le informazioni rese note dalle autorità e riportate dai media locali, Cibelle Savella avrebbe sparato alla figlia Vivian all’interno dell’abitazione, per poi rivolgere l’arma contro se stessa. Per la minore i soccorsi non hanno potuto fare nulla, oppure la morte è sopraggiunta poco dopo l’intervento dei sanitari.

La donna era stata trasferita in ospedale in condizioni estremamente gravi. Nei giorni successivi, nonostante le cure ricevute, anche la trentacinquenne è morta. Gli investigatori stanno completando gli accertamenti per definire la sequenza dei fatti e il contesto delle ore precedenti alla tragedia.

L’elemento che ha colpito maggiormente nella ricostruzione del caso riguarda la tempistica. Appena otto ore prima dell’accaduto, la giudice Audrie Lawton-Evans aveva disposto l’affidamento prevalente di Vivian al padre, Aaron Savella.

Il provvedimento stabiliva che la madre potesse incontrare la figlia soltanto in modalità protetta, con la presenza di un supervisore. Quest’ultimo avrebbe dovuto conoscere il portoghese, lingua madre di Cibelle Savella, nel caso fosse stata utilizzata durante gli incontri con la bambina.

Tra le ulteriori condizioni figuravano il divieto per la donna di prendere parte agli appuntamenti scolastici e alle attività extrascolastiche della figlia, oltre al pagamento del mantenimento e alla partecipazione per metà delle spese sanitarie della minore.

La causa sull’affidamento si collocava nel percorso seguito alla fine del matrimonio tra Cibelle e Aaron Savella. Il divorzio era stato formalizzato nel novembre 2024, dopo quattro anni di unione, e aveva aperto un contenzioso giudiziario incentrato sul futuro della figlia.

Le motivazioni dettagliate che hanno portato il tribunale a fissare quelle prescrizioni non sono state rese pubbliche dopo la tragedia. È stato tuttavia confermato che, in base alla decisione appena pronunciata, la bambina avrebbe dovuto essere affidata al padre in tempi brevi.

Charlotte Rainwater, avvocata di Aaron Savella, ha manifestato il proprio dolore per l’epilogo. La legale, attiva nel diritto di famiglia da 28 anni, ha spiegato di non aver mai assistito a una conclusione tanto dolorosa e di non ritenere che in aula fosse possibile anticipare quanto sarebbe accaduto.

Il caso ha riportato l’attenzione sulle conseguenze delle separazioni caratterizzate da conflitti profondi. Gli elementi disponibili, però, non consentono di stabilire ulteriori responsabilità né di ricostruire con certezza le condizioni della donna dopo l’udienza.

Stefani Shapiro, intervenuta per conto della famiglia, ha ricordato Vivian come una bambina «amata senza limiti». La rappresentante legale ha precisato che Aaron Savella non aveva mai accusato l’ex moglie di violenza fisica, pur avendo riferito preoccupazioni relative a possibili pressioni psicologiche sulla figlia.

Le autorità di Houston proseguono le verifiche per acquisire ogni elemento utile alla ricostruzione definitiva. Una vicenda nata da una controversia sull’affidamento si è così trasformata, nel giro di poche ore, in un dramma che ha profondamente colpito la comunità locale.

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure