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Green pass, la truffa no-vax: tamponi falsi e codici copiati

I no-vax starebbero provando di tutto per aggirare l’obbligo di esporre il green pass. È quanto emerge da una analisi effettuata da diverse Ats (Agenzie di tutela della salute) e Asl (Azienda sanitaria locale) sparse un po’ su tutto il territorio nazionale. Tra i metodi più utilizzati dalle persone contrarie al vaccino c’è l’utilizzo di tamponi falsi e di codici Qr copiati. Ma non mancano nemmeno i medici che rilasciano falsi certificati di vaccinazione.

Il metodo più diffuso e più semplice per aggirare il green pass riguarda il Qr code. Chi riceve sul proprio smartphone il tanto agognato codice a barre, lo rigira poi ad amici e conoscenti tramite uno screen shot. Queste persone potranno così recarsi in tutti i locali dove è prevista l’esibizione del green pass, ma dove non sono presenti le forze dell’ordine a controllare. È noto, infatti, che i gestori di bar, ristoranti o palestre non hanno il dovere di controllare i documenti dei loro clienti, ma solo il possesso del green pass. Un metodo elementare che però sembra funzionare.

Alcune segnalazioni, non ancora confermate, giunte alla Regione Lombardia, poi, parlano di alcuni medici disposti a certificare l’avvenuta vaccinazione dei pazienti. Anche in assenza della stessa. E così, green pass pronto anche per chi non si è vaccinato, e nemmeno tamponato. Le motivazioni di questi medici sarebbero ideologiche. Ma non mancherebbe nemmeno chi lo fa solo per il vile denaro.

Un altro metodo che sembrerebbe molto in voga consiste nel richiedere il green pass dopo aver presentato esiti di tamponi positivi falsi. Insomma, si finge di avere avuto il Covid per ottenere il lasciapassare verde. Sette i casi del genere finora emersi a Milano e provincia. Tutti denunciati i responsabili. Infine, sono ancora moltissimi gli appartenenti al personale sanitario, medici e infermieri, che stanno facendo di tutto per sfuggire ai controlli e conservare il posto di lavoro senza vaccinarsi.

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