Economia

I ricchi d’Italia vivono a Milano: il 50% dei cittadini che guadagnano più di 533 mila euro si trovano nel capoluogo lombardo

Milano è la città più benestante d’Italia, ma anche il posto preferito dai super ricchi italiani: infatti il 50% dei cittadini che guadagnano più di 533 mila euro abita proprio nel capoluogo lombardo. A segnalarlo, l’ultima Relazione Annuale dell’Inps, secondo cui in seconda posizione si piazza Roma, con percentuali che però non sono pari nemmeno a un terzo di quelle milanesi. Nel dettaglio, nella capitale internazionale della moda risiede il 54% del top 0,01%, ossia di quella piccolissima fascia di popolazione che guadagna più di 533 mila all’anno, e il 42% del top 0,1%, ossia di coloro che intascano oltre 217 mila euro annui. Sarà forse per questo che la città lombarda è una di quelle più care al mondo?

Ma chi sono i ricchi milionari milanesi?
Non è dato sapersi. Quel che è certo è che sono soprattutto uomini: nel top 0,01% la percentuale di donne è pari solamente al 7,5% e nel top 0,1% al 15%. Come riporta l’Inps, “L’aumento della concentrazione dei top earners nella provincia di Milano man mano che si sale nella distribuzione del reddito è un fenomeno significativo – spiega l’Inps – e offre spunti di analisi sulla concentrazione geografica del reddito e le sue implicazioni sull’agglomerazione di competenze qualificate e imprese produttive in pochi centri distribuiti in maniera fortemente disomogenea sul territorio nazionale”. Sempre in base ai dati riportati dall’Inps, si conferma un aumento rilevante nel tempo della soglia necessaria per entrare nel top 0,1% e soprattutto nel top 0,01% della popolazione dei lavoratori: per questo ultimo la soglia aumenta da 220.000 euro nel 1978 a 533.000 euro nel 2017 (+242%).milionari-più-riccchi-del-mondo-2
Infine, un peso va dato sicuramente al lavoro part time cresciuto del 5% rispetto al 2008. Ad oggi il 20% degli occupati lavora part time contro il 15% del 2008 mentre per quanto riguarda la caduta del Pil dall’inizio della crisi questa è stata di 2.000 euro pro capite.

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