Interni

Il cardinale Parolin apre alle Sardine: “Cogliamo le spinte positive del movimento”

Non un endorsement in piena regola, per carità. Ma comunque un segnale importante, l’ennesimo in un’Italia che guarda con sempre più interesse a quel movimento delle Sardine che sembra capace di portare in piazza persone di ogni strato sociale e orientamento politico, tutte unite nella comune richiesta di una politica che affronti con toni meno violenti e maggiore responsabilità i problemi dei cittadini. E alle quali ora strizza l’occhio anche il mondo cattolico.

“Io non sono un membro delle sardine, credo che l’importante sia cogliere tutto quello che di buono c’è anche in questi movimenti e cercare di valorizzarlo sempre per il bene del Paese. Spero si mettano in luce soprattutto le spinte positive”. Con queste parole il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, è infatti intervenuto a margine di un evento all’ospedale Bambino Gesù con il ministro Speranza. 
Un messaggio arrivato nelle ore subito successive all’invasione di Torino da parte delle Sardine, con migliaia di persone che si sono date appuntamento nel centro per la manifestazione indetta, inizialmente, in concomitanza con la presenza nel capoluogo piemontese del leader della Lega, Matteo Salvini.  “Siete tutte sardine? Sì…. Squali? No… ce n’era uno ma mi dicono non essere venuto” ha detto dal palco all’inizio del raduno Paolo Ranzani, tra i promotori torinesi del movimento, riferendosi all’assenza di Salvini al processo per vilipendio svoltosi a Palazzo di Giustizia.  In precedenza era stato il possibile avvicinamento di CasaPound alle Sardine a far discutere. Uno degli organizzatori della manifestazione Stephen Ogongo, già animatore del movimento Cara Italia, aveva infatti parlato di porte aperte a tutti, compresa l’estrema destra, con vicepresidente Simone Di Stefano a raccogliere subito l’invito spiegando che i militanti di estrema destra avrebbero preso in considerazione l’idea. Pronta, a quel punto, la presa di distanza delle Sardine, che hanno ribadito il loro antifascismo.

Marta Calabria è il primo presidente donna della Consulta: “Ho rotto un cristallo”