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Prende quasi 1000 voti mentre è in carcere: l’assurdo caso di Pietro Tatarella

Ha raccolto 995 voti, sfiorando quota mille. Un risultato non certo entusiasmante, quello ottenuto dal candidato di Forza Italia Pietro Tatarella alle Elezioni europee del 26 maggio 2019. Cifre modeste e che però hanno fatto nel loro piccolo notizia. Il motivo? Il diretto interessato, ex consigliere comunale di Milano, mentre si votava (e anche nei giorni precedenti) era in carcere perché arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano su appalti e tangenti in Lombardia.

Tatarella, che prima di essere travolto dall’inchiesta giudiziaria era ritenuto un astro nascente di Forza Italia in Lombardia, tanto da guadagnarsi la candidatura all’Europarlamento nella Circoscrizione Nord-Ovest, è ancora sottoposto alla misura di custodia cautelare in carcere: pochi giorni fa i pubblici ministeri si sono opposti alla richiesta di scarcerazione e dei domiciliari avanzata dai difensori del politico.
Suona quanto meno curioso, dunque (fatta salva la presunzione di innocenza), che Tatarella nonostante il carcere con la pesante accusa di associazione per delinquere abbia ottenuto comunque la fiducia da parte di un migliaio di elettori in tutta la Circoscrizione Nord-Ovest. Il “feudo” più importante per il 35enne Tatarella, com’era ipotizzabile, è stato Milano, dove il politico ha ottenuto 465 voti.Se si allarga il campo alla provincia di Milano Tatarella ha ottenuto 657 voti, mentre in tutta la Lombardia le preferenze sono state 868. C’è, dunque, anche chi ha votato per Tatarella da fuori regione. Nella circoscrizione Nord-Ovest era candidata con Forza Italia anche l’eurodeputata Lara Comi, anche lei indagata dalla Procura di Milano nella maxi inchiesta sui rapporti tra politica e imprenditori con l’accusa di finanziamento illecito ai partiti. Nel suo caso, le preferenze in tutta la circoscrizione sono state 32mila.

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