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Il consigliere di Fratelli d’Italia che definisce i giornalisti scomodi “figli di Satana”

Ci sono battaglie politiche che si limitano a interminabili discussioni sull’amministrazione della cosa pubblica. E ce ne sono altre, evidentemente più sentite, che sconfinano oltre il piano terreno per trasformarsi in epici scontri tra le forze del bene e del male. La trama di un film fantasy? Macché. Tutto realmente accaduto in quel di Reggio Calabria dove Massimo Ripepi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e pastore di un movimento cristiano, si è scagliato contro una giornalista che continua a riportare notizie sui suoi guai giudiziari.

La cronista in questione, Caterina Tripodi del Quotidiano del Sud, è stata definita da Ripepi senza troppi giri di parole “figlia di Satana”. Parole che hanno spinto i seguaci del consigliere a seguire la linea tracciata dal loro leader, scatenando tutto il proprio odio contro la giornalista. Nella comunità che gestisce, l’esponente del partito di Giorgia Meloni è considerato una guida spirituale alla quale i credenti si rivolgono chiamandolo “papà”.
Ripepi è consigliere comunale e potrebbe essere tra i papabili per la corsa alla poltrona di sindaco di Reggio Calabria. In un pezzo sul Quotidiano del Sud venivano ricordati i suoi piccoli guai giudiziari, come l’ammonimento orale per stalking ai danni di una ex adepta e un processo per diffamazione. Dopo questo articolo, però, Ripepi ha lanciato una vera e propria crociata contro la Tripodi, giornalista rea di aver avanzato quelle insinuazioni sul suo conto e per questo definita “figlia di Satana”, il cui compito, dopo essere stata addirittura reclutata dal demonio, è quello di “distruggere Massimo Ripepi perché Dio lo vuole sindaco per cambiare una città gestita dai figli di Satana”.Le parole di Ripepi hanno avuto subito grande prese tra i suoi adepti, che si sono scagliati anche loro contro la giornalista con minacce e insulti. Lui si ritiene una vittima, raccontando di essere “al centro di una gogna mediatica” e si dice “preparato per questo combattimento”. Lanciando un avvertimento: “Quando non sarò più segretario di questo partito scenderò in piazza a dire l’indicibile: quando non avrò più la responsabilità di Fratelli d’Italia, questi si devono preoccupare, farò in modo che tutta questa gogna mediatica serva per innalzare Gesù Cristo”.

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