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Ospedali, l’allarme dei medici: “Tra due settimane si rischia l’inferno”

“Qui si rischia il codice nero, dovremo decidere chi curare e chi no”. Il drammatico allarme lanciato dall’Ordine dei medici della Campania preoccupa il governo. È vero che la variante Omicron del Covid provoca nella maggior parte dei casi una malattia meno grave rispetto alle precedenti varianti. Ma la sua altissima capacità di diffusione rischia comunque di mandare in tilt gli ospedali a causa dal crescente numero di persone ricoverate. E il primo a pagarne le gravi conseguenze potrebbe essere il già fragile sistema sanitario campano.

Ospedali campani in allarme

“Qui si rischia il codice nero”, dichiara allarmato il presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, Bruno Zuccarelli. “Significa decidere chi curare e chi no. Possiamo perdere il controllo, Roma intervenga subito”, questo il suo appello al governo. “L’impegno sul Covid aumenta e rende difficile assicurare il resto dell’attività”, aggiunge Giovanni Migliore, presidente della Fiaso, la federazione delle Asl.

Ma la situazione di sovraccarico degli ospedali non riguarda solo la Campania. “La situazione è pesante. – spiega Guido Bertolini del Mario Negri, che partecipa al coordinamento dei pronto soccorso lombardi – L’assistenza territoriale latita e le persone vanno al pronto soccorso anche se potrebbero essere seguite a casa. Si tratta di accessi evitabili, che si sommano a quelli di chi ha veramente bisogno dell’ospedale, perché ha il Covid in forma più grave o perché ha problemi urgenti di tipo diverso, come ictus e infarti”.

“I casi critici sono non vaccinati. – dichiara Sergio Livigni, primario di rianimazione a Torino e responsabile della rete ospedaliera dell’Unità di crisi del Piemonte – Adesso vediamo anche persone che magari entrano per un altro problema di salute e si scoprono positivi. Questi pazienti sono circa il 30% del totale dei ricoveri Covid e provocano grossi problemi organizzativi anche superiori a quelli legati a chi ha solo l’infezione”.

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