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Marcia su Roma, l’attacco alla Meloni: “Non le credo, temo per migranti, transgender e gay”

Il 28 ottobre del 2022 ricorre il centesimo anniversario della Marcia su Roma con cui il fascismo di Benito Mussolini prese il potere. Il giornalista de La Stampa, Riccardo Barenghi, ospite de L’aria che tira su La7, coglie l’occasione per sferrare un durissimo attacco contro Giorgia Meloni. “Mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici, fascismo compreso”, aveva detto pochi giorni fa in Parlamento il neo premier.

Marcia su Roma, Barenghi contro Meloni

“Non credo al fatto che lei non abbia mai provato simpatia per i regimi autoritari, fascismo compreso. – così Riccardo Barenghi commenta le recenti dichiarazioni di Giorgia Meloni – Non ci credo. Sarà un pregiudizio o un post giudizio, però non mi sembra. Comunque ha fatto benissimo a dirlo. Era giusto che lo dicesse. Certo che oggi dovrebbe dire qualcosa, ma saranno i fatti e gli atti del suo governo che conteranno. Sarà libertà, libertà, libertà. O sarà liberticida, liberticida, liberticida?”, si chiede polemicamente il giornalista de La Stampa.

Il conduttore de L’aria che tira gli fa notare che “le parole di Giorgia Meloni non erano voci nel deserto. C’è stata la svolta di Fiuggi nel 1995. Ci fu Fini che a Gerusalemme all’inizio degli anni 2000 disse che il fascismo era stato il male assoluto. La Meloni è più figlia di quella storia rispetto a quella del Movimento Sociale Italiano”.

Right-wing party Brothers of Italy’s leader Giorgia Meloni addresses a rally as she starts her political campaign ahead of Sept. 25 general elections, in Ancona, Italy, Tuesday, Aug. 23, 2022. (AP Photo/Domenico Stinellis)

“È figlia di tutti e due. I genitori di solito sono due, un padre e una madre. Fini era il padre e Almirante il nonno. – tiene però il punto Barenghi – Francamente diventa anche stucchevole misurare il tasso di fascismo o di antifascismo di Giorgia Meloni. Crediamole se ha detto che non ha provato mai simpatia nei confronti del fascismo. O facciamo finta di crederle. Insisto, bisogna vedere che cosa farà. Per esempio io temo per due categorie sociali. I migranti i quali non riusciranno a sbarcare o verranno trattati molto male e rimpatriati con le brutte maniere. E i transgender, i gay e la gente di identità sessuale diversa. Non sarà fascismo, ma una restrizione delle libertà che col fascismo ha qualcosa ha che fare”, conclude.

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