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Covid, il monito di Mattarella alla Meloni: “La pandemia non è sconfitta”

Sergio Mattarella avverte Giorgia Meloni sui rischi ancora legati al Covid. Durante il suo ‘Messaggio all’Italia’, pronunciato nella Basilica di San Francesco ad Assisi, il presidente della Repubblica si sofferma sull’emergenza sanitaria attiva da quasi tre anni nel nostro Paese. Per Mattarella non è arrivato affatto il momento del ‘liberi tutti’. Certo, il virus non fa più così paura, ma compito del nuovo governo, avverte il capo dello Stato, sarà quello di tenere alta l’attenzione e di essere responsabile.

Covid, monito di Mattarella alla Meloni

“La pandemia non è definitivamente sconfitta, anche se l’azione dei vaccini e la risposta responsabile degli italiani ne hanno frenato l’espansione, ridotto grandemente la pericolosità e salvato la vita a decine di migliaia di persone. Occorrerà ancora intelligenza collettiva e responsabilità”, questo il monito pronunciato da Mattarella ad Assisi.

“La Conferenza episcopale italiana ha voluto ricordare, in questa occasione, tutti coloro che, con sacrificio, si sono prodigati per contrastare il Covid-19 e le sue molteplici conseguenze e, insieme, le tante vittime di questa pandemia. – prosegue il presidente – Un atto di riconoscenza collettiva e un gesto di memoria riguardo a una calamità senza precedenti che ha colpito il nostro popolo. Un ringraziamento per gli operatori della sanità anzitutto, per tutti i militari e i civili che sono stati volto e braccia delle istituzioni, per gli operatori dei servizi essenziali, per le famiglie che hanno sopperito con amore a ogni genere di carenza, per i volontari che hanno portato fraternità dove c’era dolore, conforto e amicizia dove cresceva la paura”.

Ma cosa ne pensa la Meloni dell’emergenza Covid? “Noi non accetteremo più che l’Italia sia l’esperimento dell’applicazione del modello cinese a un Paese occidentale. – ha tuonato la leader di FdI durante il suo ultimo comizio pre elettorale di piazza del Popolo a Roma – Il ‘modello Speranza’ ci ha regalato una nazione che aveva le più grandi restrizioni e, allo stesso tempo, i più alti tassi di contagio e di mortalità. Non piegheremo più le nostre libertà fondamentali a questi apprendisti stregoni, difenderemo il diritto alla salute insieme ai valori fondamentali della nostra civiltà”.

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