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Il governo tende la mano ai fedeli: “Al lavoro per ripristinare le messe”

Alta tensione tra il governo e la Chiesa dopo che il premier aveva annunciato, nel discorso in cui spiegava agli italiani il funzionamento della Fase 2, che sarebbe stato possibile celebrare nuovamente i funerali, per quanto in forma ristretta e con un massimo di 15 presenti, senza però che potessero tornare a svolgersi regolarmente le messe. Molti fedeli ed esponenti del mondo cattolico avevano espresso subito le proprie perplessità, al punto che l’esecutivo giallorosso sembra ora disponibile a rivedere le sue posizioni.All’attacco di Conte erano subito andati i vescovi: “Non possiamo accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale”. 
E così di fronte alle tensioni crescenti ecco arrivare la nota di Palazzo Chigi che chiarisce che “nei prossimi giorni saranno elaborati protocolli per le messe”. Il protocollo consentirà “la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza”.Il Comitato tecnico scientifico ritiene che, al momento, “la partecipazione dei fedeli alle funzioni religiose comporta, allo stato attuale alcune criticità ineliminabili che includono lo spostamento di un numero rilevante di persone e i contatti ravvicinati durante l’Eucarestia”.  A partire dal 4 maggio quindi e “per le successive tre settimane”, “non essendo ancora prevedibile l’impatto che avranno le riaperture parziali e il graduale allentamento delle misure attualmente in vigore sulle dinamiche epidemiche, il Cts reputa prematuro prevedere la partecipazione dei fedeli alle funzioni religiose”. Un parere che potrà essere rivisto “a partire dal 25 maggio nella direzione di una previsione verso la partecipazione dei fedeli alle funzioni religiose”.

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