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“Pronto a dimettermi”. Il ministro Costa lancia il suo personale ultimatum ai Cinque Stelle

Una presa di posizione che più dura non si può, quella ministro all’Ambiente Sergio Costa: “Sono per il no alle trivelle, le trivelle passano per le valutazioni di impatto ambientale, e io non le firmo. Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei carabinieri, lo dico con franchezza. Questa è la libertà di chi ha un altro lavoro”. Parole che arrivano da un comizio a Pescara in favore della candidata alla presidenza della Regione Abruzzo M5s Sara Marcozzi.

Il ministro ha ribadito la sua posizione di contrarietà sul caso trivelle e ha detto di essere pronto a opporsi anche se questo dovesse comportare le dimissioni. Si tratta di un nodo molto delicato dentro il governo: i 5 Stelle hanno promesso lo stop in un emendamento al decreto Semplificazioni, ma di fatto non si è ancora trovata un’intesa con la Lega. Costa ha toccato poi un altro tasto dolente che già più volte ha visto i grillini divisi dai soci di governo: “Sono fermamente contro gli inceneritori. Volerli costruire è ideologia. Non è economico”.
Quindi il ministro ha annunciato di aver “costituito un gruppo di lavoro con grossi magistrati a livello nazionale e grossi esperti ambientali per introdurre il Daspo ambientale e applicare la legge Falcone e Borsellino anche all’ambiente”. Un tema che continua a infiammare i social, con una parte dei sostenitori del Movimento schierato ferocemente a difesa degli storici capisaldi Cinque Stelle.Il ministro Costa in particolare ha parlato anche della riforma sulle due commissioni Via-Vas e Aia: “Ho chiesto e decretato il cambiamento, non per sfiducia dei componenti ma per il sacrosanto principio della rotazione. Noi abbiamo commissioni che sono così da oltre 12 anni, cambiano i governi e non le commissioni. C’è un principio di sana rotazione nella pubblica amministrazione. Apprezzo molto il principio di rotazione che il Movimento pretende dopo i due mandati, altrimenti si vive di posizioni di rendita”.

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