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Il ministro dell’Istruzione Valditara: “Basta cellulari a scuola”

“Via i cellulari dalle classi nelle ore di lezione”, dichiara il ministro dell’Istruzione in quota Lega, Giuseppe Valditara, intervistato da Monica Setta nel programma ‘Il Confronto’, in onda su Rai Italia nel mondo e su Rai 2 il sabato alle 6.30. Valditara spiega che la sua proposta si prefigge l’obiettivo di garantire a studenti ed insegnanti un tempo adeguato di studio senza avere distrazioni. Il ministro dell’Istruzione aggiunge anche che è sua intenzione togliere il reddito di cittadinanza ai percettori che non hanno ultimato la scuola dell’obbligo.


Il ministro dell’Istruzione Valditara: “Basta cellulari a scuola”

Il 21 novembre scorso, invece, il ministro Valditara ha partecipato a un evento a Milano chiamato ‘Italia, direzione nord’, promosso dall’associazione Amici delle Stelline e dall’istituto di ricerca Osservatorio Metropolitano di Milano. Il ministro ha parlato di un atto di bullismo verificatosi in un istituto tecnico di Gallarate, in provincia di Varese, “dove all’indomani di un atto di violenza compiuta da uno di questi ragazzotti, un bullo, il dirigente scolastico ha riunito 2mila ragazzi: li ha voluti responsabilizzare in un discorso molto duro, ma anche molto maturo. Ha parlato ai loro cuori, alle loro menti, e ha avuto un grande successo”.

“Non se ne lavano le mani, ma chiedono anche il coinvolgimento di quello che è essenziale nella repressione delle devianze, il controllo sociale, la stigmatizzazione pubblica. – ha poi proseguito Vladitara – Questo ragazzo ha compiuto un atto assolutamente da condannare, questo ragazzo ha sbagliato e nessuno, nessuno, è legittimato a dire ‘no, ma questo ragazzo, in fondo, magari poteva avere le sue motivazioni’. Questo ragazzo ha sbagliato, quel preside è stato un grande educatore”

“Ma se ci si limita a sospendere per un anno, il rischio è che quel ragazzo vada poi a fare fuori dalla scuola altri atti di teppismo, o magari addirittura si dia allo spaccio o magari si dia alla microcriminalità. – ha avvertito il ministro – Quel ragazzo deve essere seguito, quel ragazzo deve imparare che cosa significa la responsabilità, il senso del dovere. Noi dobbiamo ripristinare non soltanto la scuola dei diritti, ma anche la scuola dei doveri. Quel ragazzo deve fare i lavori socialmente utili, perché soltanto lavorando per la collettività, per la comunità scolastica, umiliandosi anche, evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità. Di fronte ai suoi compagni è lui, lì, che si prende la responsabilità dei propri atti e fa lavori per la collettività. Da lì nasce il riscatto. Da lì nasce la maturazione. Da lì nasce la responsabilizzazione”, ha concluso.

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