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Covid, Pregliasco: “Non vorrei fare il menagramo ma rischio nuova variante”

Fabrizio Pregliasco si dimostra sia ottimista che pessimista sui possibili sviluppi della pandemia di Covid. Intervistato da Repubblica, il virologo docente dell’Università Statale di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi, dice di aspettarsi un aumento dei casi per Pasqua. Ma aggiunge che entro fine maggio l’ondata di infezioni dovrebbe arrestarsi. A preoccuparlo però è la possibile comparsa di una nuova variante del virus.

The virologist of the University of Milan Fabrizio Pregliasco at the Novegro vaccination hub where he has administered doses of anti covid vaccine to Lombard citizens, Novegro, near Milan, Italy, 6 May 2021.ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Secondo Pregliasco “accade qualcosa di relativamente atteso. Abbiamo una presenza importante della variante Omicron 2 che è molto più contagiosa anche del morbillo e della varicella e ha una grande capacità di colpire i giovani e i bambini – spiega il virologo – Inoltre hanno contribuito gli sbalzi termici di questo periodo che ci espongono ai virus. Lo dimostra anche una ripresa del virus influenza che si spartisce quasi equamente con i coronavirus la percentuale di ammalati. A completare il quadro si è aggiunto senza dubbio un abbassamento comprensibile del livello di attenzione: siamo tutti stanchi e un po’ stufi. Ed è giusto che si sia passati da una fase emergenziale a una fase più endemica perché con il virus dovremo convivere”.

“A mio avviso non si tratta di una quinta ondata ma di un rialzo dei casi legato a questa fase. – prosegue Pregliasco – Credo che ne vedremo la fine entro il 31 maggio. Anche perché, è vero che i guariti non scampano a vita il pericolo di una reinfezione, ma tra vaccinazioni, che vanno portate avanti per proteggere chi ancora è scoperto, e nuovi contagiati, si riduce per il momento via via la platea dei soggetti suscettibili di ammalarsi”.

“Pasqua sarà il banco di prova. – avverte Fabrizio Pregliasco – Perché ci si sposta. Ci si muove in giro per l’Italia e fuori. Si creano maggiori occasioni di incontro. Penso ci sarà ancora una crescita dei casi in quel periodo che poi andrà a scemare. Avremo un periodo con meno casi, prima di una ripresa autunnale. La variabile da considerare, ma non vorrei fare il menagramo, è l’arrivo di una ulteriore variante ma volendo essere ottimisti potrebbe essere estremamente trasmissibile ma più benevola”, conclude invitando a mantenere alta l’attenzione.

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