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Il nuovo amore del presidente: Trump scarica Salvini per Giorgia Meloni

Un po’ a pesare è la vicenda Metropol, quella che vede la Lega accusata di aver ricevuto finanziamenti da parte della Russia di Putin a ridosso delle elezioni europee con Savoini, fedelissimo di Matteo Salvini, a svolgere il ruolo di intermediario. Un po’ dev’essere la collocazione della Lega in Europa, ancora ambigua nei rapporti con le altre forze politiche. Sopratutto, è il rapporto troppo stretto con il Cremlino a far storcere il naso a Donald Trump, uno che in passato aveva guardato con favore al Carroccio e al suo Capitano. E che ora pare volgere altrove le attenzioni.

Come raccontato da Repubblica, infatti, tra il presidente degli Stati Uniti e la Lega i rapporti si sarebbero di colpo raffreddati. Trump starebbe così pensando di allentare definitivamente i legami con l’ex ministro dell’Interno, tenuti principalmente da Giorgetti, per abbracciare l’altro astro nascente della destra italiana, Giorgia Meloni. Lo scorso 12 novembre la leader di Fratelli d’Italia avrebbe infatti incontrato a Villa Taverna l’ambasciatore statunitense Lewis Eisenberg per un lungo colloquio.
Secondo Repubblica, “l’Amministrazione Usa punta a sollecitare e sostenere in Europa interlocutori certamente di stampo sovranista, preferibilmente antieuropeisti e sicuramente fedeli alla Nato”. Per questo motivo, la scommessa statunitense si starebbe volgendo verso la Meloni, tra l’altro pupilla di Steve Bannon. La casa Bianca sembra disponibile ad accoglierla all’inizio del 2020 per un incontro con il presidente Donald Trump o con il suo vice Mike Pence.Una situazione che creerebbe non poco imbarazzo nella Lega, con Salvini che rischia di vedersi scavalcato dall’alleato nel ruolo di “prediletto” di Trump. Il presidente americano tende da sempre a non fidarsi troppo di chi ha contatti stretti con la Russia di Putin, e così il Carroccio potrebbe essere soppiantato da Fratelli d’Italia. Una situazione di insofferenza, sottolineata dalla recente tendenza dell’ex ministro dell’Interno a non nominare più la Meloni, citata sempre indirettamente con soprannomi del mondo delle fiabe.

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