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Il piano (disperato) di Salvini per difendersi dal sorpasso di Giorgia Meloni

Matteo Salvini punta a unire Forza Italia e Lega sotto un’unica sigla. Un concetto ribadito in queste ore in un’intervista rilasciata al Giornale, nella quale ha spiegato: “Credo e spero entro giugno di arrivare alla federazione delle forze di centrodestra, almeno di quelle che sostengono il governo Draghi. Tutte”. Una precisazione significativa. Perché “le forze di centrodestra al governo” sono appunto il Carroccio e il partito di Silvio Berlusconi, con l’esclusione di una Fratelli d’Italia rimasto invece all’opposizione. Una proposta lanciata dal Capitano con un unico scopo: salvarsi da Giorgia Meloni.

Il piano (disperato) di Salvini per difendersi dal sorpasso di Giorgia Meloni

Meloni ha da tempo nel mirino la leadership della coalizione. Ha dichiarato più volte, nel recente passato, “di essere pronta a governare il Paese”. Si è tenuta lontana dall’esecutivo Draghi. E non perde occasione per lanciare frecciate a una Lega in difficoltà da mesi nei sondaggi. Così Salvini, temendo che con l’inizio del 2022 e l’elezione del Presidente della Repubblica si possa tornare al voto, ha deciso di spingere sull’acceleratore per trovare contromosse efficaci.

L’idea di Salvini è unire Lega e Forza Italia in un unico partito, così da sommare i voti e tentare di sopravanzare una Meloni data ormai al 20% dei consensi. Operazione che, dovesse andare in porto, non sarebbe però priva di rischi, visto che non sempre, in passato, simili fusioni hanno portato benefici ai singoli partiti. A monte c’è però da vincere la resistenza di Berlusconi, che non sembra particolarmente convinto della bontà di un passo che intriga, invece, il coordinatore azzurro Antonio Tajani. E soprattutto quella dell’ala “liberal” del partito, capitanata da Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini.

Carfagna e Gelmini hanno espresso molti dubbi in merito a una fusione con la Lega, e stando a quanto riportato dal Fatto Quotidiano avrebbero chiesto a Berlusconi di precisare la sua posizione, per evitare che alcuni esponenti di Forza Italia possano dare per imminente l’accordo col Carroccio. Il rischio, quindi, è che una stretta di mano tra il Cavaliere e Salvini possa portare a un’ennesima fuoriuscita di parlamentari azzurri dal partito.

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