Interni

Il popolo di Salvini? Per la questura vale meno della metà

L’adunata del popolo del centrodestra a Roma voluta da Salvini c’è stata, con la partecipazione di Giorgia Meloni e quella, molto combattuta, di Silvio Berlusconi (una parte di Forza Italia che fa capo a Mara Carfagna ha preso nettamente le distanze). I numeri, però, non sono certo quelli che la Lega ha rivendicato con orgoglio, con gli organizzatori a commentare festosi: “Siamo oltre 200 mila” annunciando così il pienone in piazza San Giovanni.

Orgoglio Italiano, questo il nome scelto per la kermesse, ha visto invece meno della metà dei partecipanti annunciati da Salvini e dai suoi fedelissimi. A dirlo non è il governo, bersaglio della reunion rabbiosa del popolo verde e dei suoi alleati, ma la questura di Roma, quella un tempo cara allo stesso Capitano che ricopriva il ruolo di ministro dell’Interno: i numeri ufficiali parlano infatti di 70 mila presenti, meno della metà rispetto alle stime dei promoter.
Una dato accettato in realtà, tra le righe, dallo stesso Carroccio. L’europarlamentare leghista Alessandro Panza, responsabile organizzativo per la manifestazione, ha infatti evitato ogni polemica con la questura capitolina, ringraziandola piuttosto “per la disponibilità mostrata e per l’ottima gestione delle centinaia di migliaia di persone confluite in piazza San Giovanni”. La polemica però non si è placata, anche a causa della scelta di alcune testate (Libero, il Giornale) di rilanciare la bufala titolando sui 200 mila in piazza.Durante la manifestazione, Salvini ha provato a superare tutte le frizioni che avevano accompagnato l’evento invitando gli alleati a “rimanere uniti di fronte a questa piazza e vincere tutte le Regionali per mandare a casa questo governo”.

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