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Consob, Nava si dimette dopo le pressioni: i retroscena della decisione, cosa accadrà ora

Il presidente della Consob, Mario Nava, ha presentato le dimissioni e il vertice della Commissione è riunito per decidere. Una decisione arrivata dopo che i capo gruppo di Lega e Cinque Stelle alla Camera e al Senato erano tornati a sollevare la questione della incompatibilità tra il distacco dagli uffici tecnici della Commissione europea e la guida di una Autorithy nazionale, come la Consob italiana, chiedendo allo tesso Nava di dimettersi per sensibilità istituzionale. La maggioranza gli aveva chiesto di mettere in regola la sua posizione o di fare un passo indietro con quello che era stato definito “un gesto di sensibilità istituzionale”.

Le dimissioni sono state accettate dal collegio nel corso di una riunione convocata d’urgenza. Non è da escludere, come ipotizza Il Sole 24 Ore, che il collegio possa avere chiesto a Nava di rivedere la decisione, rinunciando al comando e optando per l’aspettativa che avrebbe eliminato ogni dubbio sulla incompatibilità rispetto al ruolo di presidente della Consob. Il presidente, però, ha deciso di lasciare l’incarico e tornare a Bruxelles. Un addio non senza polemiche, visto che nei giorni scorsi Nava aveva ribadito che sulla sua nomina è tutto regolare, ma soprattutto aveva affermato di essere “della vecchia scuola, per cui le amministrazioni si parlano per atti e non in tv o strillando in parlamento”.
In base alle regole comunitarie il dirigente Ue in “comando” mantiene privilegi e immunità rispetto alla giurisdizione nazionale (anche quando commina sanzioni ai soggetti vigilati). Deve riferire due volte al mese sull’operato all’amministrazione che lo ha comandato. Ed è remunerato da questa: la Consob versa alla Commissione ogni mese lo stipendio (244 mila euro l’anno), che Bruxelles gira poi al presidente Nava con una tassazione limitata al 7% (contro il 40% circa nazionale). Nava si era insediato alla presidenza della Consob il 16 aprile di quest’anno. Il suo mandato è durato dunque meno di cinque mesi.