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Il prete dice messa contro la legge anti-omofobia: interviene la sindaca

Rifiuta ogni etichetta, compresa quella di “eroina” che sui social in tanti hanno provato ad affibbiarle in queste ore. Lei, Antonietta D’Oria, la 58 enne sindaca del comune di Lizzano in Puglia, spiega di aver semplicemente fatto il proprio dovere. Intervenendo il 14 luglio per placare gli animi mentre nella chiesa di San Nicola andava in scena un rosario voluto dal parroco per dire “no” al disegno di legge contro l’omotransfobia e a difesa “della famiglia”. Un’iniziativa che aveva alzato la tensione, con un gruppo di manifestanti nel frattempo radunato fuori dalla struttura per protestare contro la scelta del religioso.

Il prete, nel vedere quel gruppo di persone all’esterno della chiesa, ha subito chiamato i carabinieri. Ma i militari, una volta arrivati, si sono trovati di fronte il primo cittadino che ha spiegato loro: “Prendete chi è in chiesa”. Aggiungendo poi, sulla propria pagina Facebook: “Prendiamo le distanze da questa iniziativa, non sta a noi dire quello per cui si deve o non si deve pregare, ma anche in una visione estremamente laica quale è quella di questa amministrazione, la chiesa è madre e nessuna madre pregherebbe contro i propri figli. Qualunque sia il loro, legittimo, orientamento sessuale”.
Intervistata da Repubblica, D’Oria ha spiegato: “Non ero a conoscenza di quanto stava accadendo, ero al compleanno di mia figlia. Mi ha chiamato Francesca Cavallo, scrittrice di Lizzano, dicendo che stava succedendo una cosa non bella. Sono arrivata in ritardo, ho saputo che all’inizio erano 4-5 persone. Al mio arrivo erano diventate 20-25. In un piazzale grande, tutti con la mascherina. Volevano soltanto un confronto civile. Ho detto ai carabinieri che se identificavano i manifestanti avrebbero dovuto fare lo stesso con me e con le persone in chiesa”.“Mi è dispiaciuto intervenire in quel modo, in maniera irruenta. Ma l’ho fatto come donna e come mamma, prima che come sindaco. Sono da sempre al fianco di chi soffre, ha una vita difficile ed è discriminato”. Per poi ribadire un messaggio già lanciato in rete: “Chi ama non commette mai peccato”.

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