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Russiagate, la rivelazione di Berlusconi: “Ho parlato con l’ambasciatore russo”

Da qualche ora sui giornali e nelle segreterie politiche si è tornati a parlare del cosiddetto Russiagate. A scoperchiare nuovamente il vaso dei rapporti tra il centrodestra italiano e la Russia di Vladimir Putin è stato il giornalista de La Stampa, Jacopo Iacoboni, il quale cita come fonte un documento dei servizi segreti per accusare il leader della Lega Matteo Salvini di aver intrattenuto ambigui rapporti con Mosca a cavallo della caduta del governo Draghi, provocata proprio dal centrodestra in collaborazione con il M5S. Ma ora nella vicenda entra anche il nome di Silvio Berlusconi.

Silvio Berlusconi e Vladimir Putin

Stavolta è il quotidiano Repubblica a raccontare un retroscena sul leader di Forza Italia. La scena si svolge mercoledì 20 luglio a Villa Grande, la residenza romana di Berlusconi. Lì sono riuniti tutti gli esponenti del cosiddetto centrodestra di governo che, di lì a poche ore, decreteranno la fine del governo Draghi non votandogli la fiducia. Ma durante il vertice il Cavaliere si sarebbe lasciato sfuggire una rase che suona quasi come una confessione.

foto IPP/paolo gargini roma 20-02-2019 trasmissione tv Otto e mezzo, nella foto Silvio Berlusconi

“Ho parlato con l’ambasciatore russo in Italia Razov. – queste le parole di Berlusconi virgolettate da Repubblica – Mi ha spiegato le loro ragioni, cosa ha fatto Zelensky. Mi ha raccontato che è stata l’Ucraina a provocare ventimila vittime nelle zone contese. E che l’invasione era necessaria perché il rischio era che l’Ucraina attaccasse la Russia”. Insomma, una versione della guerra in Ucraina che è identica a quella fornita da Mosca e antitetica rispetto a quella della coalizione occidentale.

Insomma, la tesi del quotidiano romano è che, oltre a Salvini, anche Berlusconi sia legato mani e piedi ad un rapporto strettissimo con Mosca. Lo dimostrerebbero anche alcune dichiarazioni dell’ex premier che, ad esempio, il 20 maggio scorso a Napoli, dichiarava che “l’Europa deve fare una proposta di pace cercando di far accogliere agli ucraini le domande di Putin. Inviare armi significa essere cobelligeranti”.

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