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Mentana, retroscena sul Papeete: “Zingaretti disse sì a Salvini, Renzi e Grillo no”

A distanza di più di due anni da quei fatti, si continua ancora a discutere del Papeete. Lo strappo deciso da Matteo Salvini nei confronti del primo governo Conte, sostenuto da Lega e M5S, avvenne infatti clamorosamente dalla discoteca di Milano Marittima. Il leader leghista fece cadere il governo ai primi di agosto, con enorme sorpresa di tutti. Ora il direttore del tg di La7, Enrico Mentana, racconta in diretta un succoso retroscena.

Mentana svela un retroscena sul Papeete

“Zingaretti disse che aveva chiamato Salvini. – rivela Enrico Mentana durante la maratona televisiva per i ballottaggi delle elezioni Comunali – (Il leader della Lega) gli aveva detto, prima di fare la crisi di governo, ‘ma se io la faccio andiamo a elezioni?’. Lui gli disse di sì. Anche perché aveva quel problema di rifare i gruppi parlamentari. Quindi aveva l’interesse in quel momento a monetizzare politicamente la situazione che si era creata (dopo lo strappo di Matteo Ranzi ndr)”.

Insomma, l’allora segretario del Pd sarebbe stato d’accordo con il ministro dell’Interno nello staccare la spina ad un governo che, tra l’altro, non sosteneva. Ma, ecco l’altra bomba di Mentana, “furono Beppe Grillo e Matteo Renzi a non volere quell’uscita. Non è forse un caso che non siano in questo momento i due più in auge della scena politica”, fa notare il giornalista.

“Neanche Zingaretti”, chiosa allora uno dei suoi ospiti Palo Mieli. “Però sono i due artefici della nascita del governo Draghi”, aggiunge il direttore de l’Espresso Marco Damilano. “Non c’è dubbio che sono i due più grandi king maker che ci sono stati, del governo Conte II e di quello Draghi. Sono quelli che hanno dato e tolto la vita al Conte II”, è costretto a riconoscere Mentana. Poi il dibattito si concentra sul fatto che non si vada a votare perché più della metà dei parlamentari è sicura di non essere rieletta. Il M5S ad esempio “scomparirebbe”, fanno notare in studio.

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