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Il ripristino dei vitalizi, una sconfitta per tutta la classe politica italiana

Una notizia arrivata a sorpresa, nella notte, scatenando un putiferio arrivato quando molti italiani erano già a dormire. La commissione Contenziosa del Senato ha accolto i ricorsi sul taglio dei vitalizi presentati dagli ex parlamentari, annullando così di fatto la delibera dell’Ufficio di Presidenza di Palazzo Madama che ricalcolava col sistema contributivo l’assegno per gli ex senatori. 

L’annuncio era stato dal presidente stesso della Commissione, il senatore di Forza Italia Giacomo Caliendo, che aveva anticipato la sua intenzione di astenersi dopo che il Fatto Quotidiano aveva scritto di una bozza di delibera che avrebbe restituito agli ex parlamentari il loro privilegio. Un documento preparato molto prima della camera di consiglio e che si è rivelato tristemente veritiero. Ma in generale l’intero iter della commissione è stato più volte criticato, con accuse di conflitti di interessi e dimissioni varie.
Resta, alla fine, la triste sensazione di un autogol che si poteva e doveva evitare, reso ancora più volgare dalle esultanze fuori luogo di ex parlamentari che esultano felici per la notizia. L’ex Fi Maurizio Paniz, per dire, ha parlato di “soddisfazione personale” di fronte alla notizia del ripristino dei vitalizi. Irresponsabilità è invece il termine giusto da utilizzare. Perché ripristinare un privilegio percepito come eccessivo dalla stragrande maggioranza dei cittadini è tanto più sbagliato quanto drammatici sono i tempi in cui viviamo.Ex onorevoli che esultano nell’Italia squassata dal coronavirus, dove tante aziende faticano a ripartire e vedono lo spettro della chiusura aleggiare costantemente sul loro capo. Un gesto che contribuisce ancora una volta ad allontanare i cittadini dalla politica: gli ultimi sondaggi parlano di un 25% della popolazione totalmente disinteressato alla politica e per nulla soddisfatto dei propri rappresentanti. Campanelli d’allarme che evidentemente al Palazzo nemmeno interessano più.

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