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Il ritorno di Povia: dai gay ai terremoti, una carriera piena di uscite a vuoto

Una riabilitazione un po’ a sorpresa, quella di Povia. Tornato all’improvviso a fare capolino in tv dopo na lunga assenza: Antonella Clerici l’ha ospitato sul palco di Sanremo Young, Paolo Bonolis tra gli spalti di Ciao Darwin come sostenitore della categoria Family Day, Mara Venier lo avrà con sé domenica prossima nel salotto di Domenica In. Un ritorno che fa notizia considerando che quello che un tempo era l’autore di canzoni di discreto successo come I bambini fanno Oh era poi stato al centro di innumerevoli polemiche. 

Di opinioni provocatorie Povia ne ha avute tante negli ultimi anni. A partire da quelle sul tema dell’omosessualità. Nel 2017 consigliò alle persone omosessuali di curarsi con delle supposte del farmaco da lui chiamato “Eterox”: “Ma se siete nati così non è colpa mia. Prendetevela con i vostri genitori e con la musica di merda che ascoltate” aveva scritto sui social, prima di cancellare tutto. Sosteneva di non essere omofobo. Ma le sue opinioni, espresse sempre con irruenza, avevano scatenato reazioni accese.
Povia ha fatto anche una canzone contro i poteri forti (“Chi comanda il mondo? C’è una dittatura di illusionisti, finti economisti equilibristi, terroristi padroni del mondo peggio dei nazisti. Siamo servi di queste sorridenti merde”). Ha appoggiato il movimento “free vax” (“‘’obbligo dei vaccini è legge, ma anche le leggi razziali lo erano, non per questo erano giuste. La legge sull’obbligo dei vaccini vuol dire trattamento sanitario obbligatorio sui bambini”). Ha detto la sua persino sui terremoti (“La terra è anche popolata da 7 miliardi di persone che si muovono e questa potrebbe essere un’altra causa”).Povia è anche quello che su Canale Italia si era denudato per cantare la canzone “Era meglio Berlusconi”. E che durante un concerto ha esibito il cartello “chitemmuort’ Garib’à” riferendosi a Giuseppe Garibaldi. Tra le varie teorie del cantautore, c’è anche quella sull’Unità d’Italia etichettata come una truffa ai danni del sud. Durante quello stesso tour, Povia aveva pure sventolato spesso la bandiera dei Borboni. Oggi, la tv lo rilancia. E viene da chiedersi perché.

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