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Il suo cuore si ferma e riprende a battere dopo 6 ore: il miracoloso caso di Audrey che sta facendo il giro del mondo

Un cuore che smette di battere per 6 ore e poi torna in vita. Un caso talmente raro che è stato definito un miracolo dagli stessi medici. L’incredibile storia di Audrey Mash, 34enne britannica che vive in Spagna, ha fatto il giro del mondo. La giovane insegnante si trovava sui Pirenei catalani per un escursione insieme al marito Rohan Schoeman quando a causa dell’ipotermia il suo cuore si è fermato. Un incidente che era finito male sulle cime dei Pirenei catalani, con la presunta morte della donna, ma con un lieto fine grazie al suo cuore che miracolosamente torna a battere dopo sei ore di arresto cardiaco. Adesso Audrey sta bene e può tornare alla sua vita di tutti i giorni.

L’incidente
La storia ha inizio il 3 novembre scorso. E l’ha diffusa il New York Times. La donna si trovava insieme al marito, Rohan Schoeman, sui Pirenei, nella zona di Girona. Audrey e Rohan erano usciti all’alba dal rifugio in cui si trovavano per provare a raggiungere una vetta vicina a loro ma si sono persi. Bloccati da una tempesta di neve, hanno iniziato a perdere visibilità; lei, lentamente, ha cominciato ad andare in ipotermia. Audrey dopo poco tempo smette di muoversi priva di conoscenza con il malore già sopraggiunto. Da quel momento la frenetica procedura per chiamare i soccorsi. Amici e conoscenti interpellati da Rohan riescono a rintracciarli, ma il maltempo e la neve rallentano tutto. Soccorsi che arrivano dopo oltre tre ore con la situazione della donna ormai critica.

Un caso eccezionale
L’operazione ha richiesto molte ore, durante le quali il cuore è rimasto fermo. Fondamentale è stato il coordinamento tra medici e soccorritori. “Si è trattato di un caso eccezionale, il più lungo arresto cardiaco di cui si ha documentazione in Spagna” ha dichiarato Eduard Argudo, il dottore che ha guidato l’operazione in ospedale. “Non esiste praticamente nessun altro caso di persona che sia sopravvissuta dopo aver trascorso un tempo così prolungato senza battito”, ha raccontato. Il cuore di Audrey non aveva alcuna attività elettrica, e i polmoni avevano smesso di funzionare. I medici hanno proceduto allora con la tecnica dell’ossigenazione extracorporea a membrana: il sangue viene fatto circolare al di fuori del corpo per aumentare la quantità di ossigeno e ridurre i valori di anidride carbonica. Nel frattempo si è consentito alla temperatura corporea di rialzarsi gradualmente: quando è arrivata a 30 gradi, e il sangue è stato reintrodotto nel corpo, i medici hanno cercato di far ripartire il cuore con il defibrillatore. Il battito è ripreso alle ore 21 e 46, più di sei ore dopo il suo arresto. Per un certo ulteriore periodo di tempo il corpo è stato mantenuto in uno stato di ipotermia, per prevenire eventuali danni cerebrali.

Un cuore fermo 6 ore per poi ripartire
Di quei lunghi momenti a cuore fermo Audry, ovviamente, non ricorda nulla: “Non mi sono resa conto che la mia vita fosse in pericolo finché non mi sono svegliata qui, in ospedale”. Adesso Audrey sta bene e i controlli hanno mostrato che non ha subito alcun danno cerebrale. Secondo i dottori le temperature rigide hanno letteralmente congelato i suoi organi e il cervello. In questo la 34enne ha potuto evitare la morte. Per le successive 24 ore alla donna è stata indotta una lieve ipotermia per minimizzare i possibili danni al cervello, poi è stata in terapia intensiva. Attualmente è ancora in ospedale per dei controlli ma presto si riprenderà senza conseguenze.

 

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