
Il mondo dello spettacolo dice addio a Enrica Bonaccorti, morta oggi, giovedì 12 marzo 2026, a Roma. Da tempo combatteva contro un tumore al pancreas, malattia che aveva raccontato anche sui social negli ultimi mesi. Attrice e conduttrice, savonese di nascita, è stata un volto amatissimo tra anni Ottanta e Novanta, capace di unire garbo e ironia.
Oltre alla tv, di lei si è parlato spesso anche per la vita privata: una trama di amori e scelte difficili, con relazioni importanti e un matrimonio finito nel modo più doloroso. Un percorso sentimentale che l’ha segnata, ma che lei ha sempre raccontato con lucidità, senza sconti e senza pose. E oggi, con la sua scomparsa, tornano alla mente quelle parole.
L’ex marito, la figlia e l’abbandono
Il primo matrimonio fu con il regista e sceneggiatore Daniele Pettinari, durato due anni e da cui nacque la figlia Verdiana (1973). Un’unione travagliata: lei raccontò di essere stata lasciata quando la bambina aveva appena undici mesi, al punto da cancellare ogni ricordo. “Lui è uscito di casa e non è più tornato (…) Era un sognatore, scriveva, non era pratico… tanta fantasia e tante bugie”.

Dopo quella rottura, la conduttrice dovette ricominciare da capo, anche sul piano pratico, trovando rifugio dalla madre. Nel 1986 arrivò il secondo matrimonio con Arnaldo Del Piave, estraneo allo showbiz. In quell’anno rimase incinta, ma perse il bambino e la coppia non ebbe altri figli. Un dolore che lei non ha mai nascosto, come parte di una vita piena ma non semplice.
Tra le relazioni più chiacchierate spuntano nomi noti: Michele Placido, Renato Zero, Carlo di Borbone, Francesco Villari. Ma il legame più lungo arrivò negli anni Novanta con Giacomo Paladino, anche lui lontano dal mondo dello spettacolo: 24 anni insieme, fino alla sua morte nel 2021, dopo una malattia.
Di Paladino parlava così, con una tenerezza che dice tutto: “l’ultimo uomo della mia vita”. E ancora, ricordandolo: “È stata la persona più dolce, gentile ed elegante che io abbia mai incontrato nella vita. Mi ha viziata per 24 anni”. Oggi restano la sua voce, i suoi racconti e quel modo raro di stare in tv: presente, senza urlare.