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Grossi guai per il “suocero” di Conte: “Intascati 2 milioni di euro”

Avrebbe intascato la tassa di soggiorno destinata alle casse del Comune di Roma e finita invece puntualmente nelle sue, in un periodo che va dal 2014 al 2018. Questa l’accusa nei confronti di Cesare Paladino, amministratore unico della società che gestisce il Grand Hotel Plaza, struttura a quattro stelle nella centralissima via del Corso, e “suocero” dell’attuale premier Giuseppe Conte.

Il gip capitolino Giovanni Giorgianni, su richiesta della Procura, ha proceduto al sequestro preventivo di 2 milioni di euro nei confronti dell’imprenditore, accusato di peculato. Paladino, 77 anni, è il padre di Olivia, attuale compagna di Conte. Come si legge sul Corriere della Sera, gli accertamenti della polizia municipale sono iniziati un anno fa con l’obiettivo di verificare se proprietari e gestori della delle strutture alberghiere e dei bed and breakfast versano nelle casse del Comune di Roma la tassa di soggiorno.
In totale sarebbero una quarantina le strutture nel mirino della magistratura e tra queste anche il Plaza di via del Corso. Il capo di imputazione è chiaro.“Paladino, con più azioni in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, quale amministratore unico della società Unione Esercizi Alberghieri di Lusso s.r.l. che gestisce la struttura recettiva ‘Grand Hotel Plaza’ nonché quale incaricato di un pubblico servizio, avendo in ragione del proprio ufficio la disponibilità del denaro pagato dai clienti della struttura alberghiera a titolo di ‘contributo di soggiorno’, non provvedendo al versamento delle somme riscosse alla scadenza del termine di 16 giorni dalla fine di ciascun trimestre solare (come previsto dall’art. 6 del Regolamento attuativo), si appropriava di 301.649 euro per il 2014, 545.273 nel 2015, 563.220 nel 2016, 549.353 nel 2017, 88.712 nel 2018 per complessivi 2.047.677 euro”.

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