Esteri

Inchiesta choc: chi finanzia le lobby di ultradestra? Ecco la rete oscura: Italia al centro

Milioni russi e azeri per finanziare una fondazione italiana che li gira alla destra. Flussi giganteschi di soldi sporchi che partono segretamente dall’ex blocco sovietico per invadere l’Europa. Miliardi di euro smistati in tutto l’Occidente da anonime società offshore, finanziate da società statali della Russia di Vladimir Putin e dai tesorieri del regime dell’Azerbaijan. Un’inchiesta di Paolo Biondani e Francesca Sironi per L’Espresso, fa emergere aspetti a dir poco inquietanti sul giro di soldi sporchi utili a finanziare politica e movimenti. Un’enorme massa di denaro nero che tra mille beneficiari misteriosi, arricchisce anche una fondazione italiana, creata da un politico lombardo di Comunione e liberazione.

Una fondazione con un conto bancario che funziona come una porta girevole: incassa oltre centomila euro al mese dalle offshore russo-azere e li redistribuisce tra Italia, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, Polonia, Ungheria, finanziando organizzazioni religiose di destra e campagne contro l’aborto, il divorzio o i matrimoni gay. Un fiume di denaro per orientare la politica nelle nostre democrazie, che documenta legami anche economici tra governi autocratici stranieri e movimenti politici europei.

Come i gruppi di pressione che si raduneranno in marzo a Verona al Congresso mondiale delle famiglie, salutato con entusiasmo dalla Lega. Un fatto è certo: i soldi sono arrivati da una rete di decine di ricchissime società offshore, totalmente anonime, sparse tra Isole Vergini Britanniche, Nuova Zelanda, Seychelles e altri paradisi legali. La Procura di Milano e la Guardia di Finanza hanno acquisito, in particolare, i conti bancari di cinque casseforti offshore (Hilux, Polux, Lcm, Metastar e Jetfield) che in tre anni, dal 2012 al 2014, hanno smistato più di tre miliardi e mezzo.

Secondo le prime ricostruzioni pubblicate dal Guardian e da altre testate del consorzio giornalistico Occrp, questa rete di offshore miliardarie è stata utilizzata dal governo di Putin, dai suoi servizi segreti, da oligarchi di Mosca e da alcuni regimi alleati per ripulire denaro, aggirare embarghi e finanziare operazioni segrete all’estero. Il caso italiano è unico nel mondo, almeno per ora, perché permette di fotografare come funziona il sistema offshore, dall’inizio alla fine. Da dove arrivano i soldi? E in quali tasche vanno a finire?

Le cinque tesorerie estere al centro del processo milanese ricevono quasi metà dei fondi, circa un miliardo e mezzo di euro, da una banca statale dell’Azerbaijan, controllata dal governo. L’altra metà invece arriva da decine di società non azere. La più vistosa è un’agenzia statale di Mosca, Jsc Rosoboronexport, controllata dalla presidenza russa, come spiega nel suo sito, perché strategica: è l’unica autorizzata a esportare armi e tecnologie militari. La società-satellite dell’apparato bellico russo ha versato alle offshore, in Estonia, oltre 29 milioni di dollari.

Tutti gli altri finanziatori restano anonimi: si nascondono dietro altre complicate catene di società esotiche. Alcune di queste stesse offshore però ricompaiono in diverse indagini internazionali che portano a Mosca: il crack delle banche moldave, lo scandalo delle forniture militari alla Corea del Nord e altri paesi sotto embargo, i finanziamenti alle milizie filo-russe in Ucraina. Volontè è l’unica persona che incassa soldi russo-azeri su un normale conto bancario italiano, che non ha più misteri. Il conto è intestato alla sua fondazione, Novae Terrae, fondata nel 2005 a Saronno, ma ha cominciato a funzionare quando sono arrivati i fondi russo-azeri.

L’Espresso ha analizzato tutti i movimenti bancari di Novae Terrae dal 2012 al 2017, trovando scarsissime tracce di aiuti evangelici ai poveri, agli ultimi. Ci sono invece compensi, donazioni, sponsorizzazioni e rimborsi a lobbisti della destra integralista di mezzo mondo. Intrecciando nomi e cifre, finanziamenti e raduni politico-religiosi, emerge con chiarezza un network globale. Nel gennaio 2014 dal conto italiano di Novae Terrae parte un bonifico di 12 mila euro. A incassarlo è Benjamin Harnwell, un politico ultra-conservatore britannico, fondatore del Dignitatis Humanae Institute: un’organizzazione cattolica dove compare anche il cardinale tradizionalista Raymond Leo Burke.

Come guru politico, l’istituto indica però Steve Bannon, l’ideologo della nuova destra sovranista americana, che nel 2016 ha alimentato l’elettorato di Donald Trump. Da notare le date: attraverso la fondazione italiana, i soldi russo-azeri arrivavano al politico britannico già due anni prima delle presidenziali americane. Nell’estate 2014, pochi mesi dopo il bonifico, Dignitatis riesce a organizzare una conferenza in Vaticano. Dopo Volontè, che ringrazia “l’amico Ben” Harnwell, interviene via Skype proprio Bannon.

In questi mesi varie ricerche hanno tracciato connessioni fra diversi gruppi di lobbisti anti-gay, anti-aborto, anti-divorzio. Novae Terrae e Dignitatis Humanae compaiono in tutti i grafici. Ora L’Espresso può ricostruire anche le tracce lasciate dai soldi, che disegnano una sorta di fronte della destra religiosa: integralisti cattolici, ortodossi ed evangelici. Un esempio sono i 25mila euro donati dalla fondazione italiana, sempre con i soldi russo-azeri, allo Iona Institute: un pensatoio reazionario che si è distinto nelle campagne contro le unioni civili e l’aborto in Irlanda.

Un altro giro di bonifici porta a CitizenGo, l’organizzazione cattolica responsabile degli enormi manifesti che quest’estate hanno invaso Roma con gigantografie di feti innalzati cupamente contro la legge 194. Nel febbraio 2014 Novae Terrae invia a CitizenGo una donazione da 12mila euro. E in gennaio paga anche una fattura da duemila euro a una società di comunicazione di Madrid specializzata in campagne antiabortiste. I rapporti fra Novae Terrae e CitizenGo non si fermano neppure dopo le perquisizioni, con 33 mila euro versati a due responsabili della raccolta fondi.

La bufera giudiziaria provoca però un cambio al vertice in Italia. Nella fondazione Novae Terrae, nel 2015 è stato cooptato Simone Pillon. Proprio lui, l’attuale senatore, eletto con la Lega in marzo, che si distingue per le sue proposte di legge turbo-cattoliche. Anche Pillon è molto legato a CitizenGo, guidata in Italia da Filippo Savarese, e ai rappresentanti di Generazione Famiglia. Nel 2012, quando riceve i primi bonifici dalle offshore, Volontè lavora soprattutto per gli azeri. In novembre l’allora parlamentare convince monsignor Rino Fisichella a ospitare in Vaticano una mostra della Fondazione Aliyev, che fa capo al presidente azero.

Quindi il segretario del monsignore manda a Volontè il numero di un conto bancario. E il 30 gennaio 2013 la fondazione Novae Terrae versa 20 mila euro allo lor, la banca vaticana. Causale del bonifico: anno della fede. Dal 2014, quando la fondazione è ormai imbottita di soldi offshore, l’orizzonte diventa globale. Novae Terrae recluta un plotone di lobbisti a Bruxelles, a cui rimborsa viaggi e spese di rappresentanza.

 

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