
Un’inchiesta giudiziaria scuote Brindisi con la vicesindaca Giuliana Tedesco coinvolta in un caso di presunto traffico illecito di rifiuti tra l’Italia, la Grecia e la Bulgaria. Coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, l’indagine ha portato a sei arresti e vede la Tedesco accusata di concorso in falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, aggravata dall’aspetto ambientale.
L’attenzione mediatica e politica si concentra sulla gravità del caso e sul coinvolgimento di un esponente della giunta guidata dal sindaco Giuseppe Marchionna, sostenuto dal centrodestra. Dalle carte emerge che le contestazioni riguardano la fornitura di attestazioni false per alcune autorizzazioni rilasciate dalla Provincia di Brindisi alla ditta Bri Ecologica, attiva nel settore dei rifiuti.
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Presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti
L’inchiesta ipotizza che per contenere i costi di smaltimento non siano state rispettate le procedure di gestione dei rifiuti previste dalla normativa vigente. Migliaia di tonnellate di rifiuti speciali sarebbero state trasferite e smaltite presso aziende in Bulgaria e Grecia, con l’assegnazione di falsi codici CER per materiali dichiarati come plastica e gomma “recuperabili”, mentre in realtà includevano calcinacci, legno, pannelli coibentati, guaine, indumenti e altri tessili. Parte dei rifiuti sarebbe stata abbandonata su terreni agricoli, con conseguenti rischi ambientali e sanitari.
Dalle indagini emerge che la Tedesco, insieme ad altri sei indagati, avrebbe partecipato alla falsificazione dei dati sulle giacenze di rifiuti speciali, al fine di ottenere autorizzazioni amministrative e facilitare la gestione illecita. L’ipotesi coinvolge sia la falsificazione documentale sia la gestione scorretta dei materiali, con impatti economici e ambientali rilevanti.

La vicenda ha provocato immediate risposte politiche all’interno di Fratelli d’Italia, partito di appartenenza della vicesindaca. Il sottosegretario alla Salute e coordinatore regionale pugliese, Marcello Gemmato, ha affermato: “Le notizie di reato riguardanti la vicesindaca non coinvolgono l’attività politica. Rispettiamo lo stato di diritto e siamo al fianco della magistratura, attendendo l’esito del giudizio”.
In merito a eventuali dimissioni, Gemmato ha precisato che si tratta di “un semplice avviso di garanzia e non conosciamo ancora i fatti oltre quanto riportato dalla stampa. La decisione è di natura personale”. Già il 9 febbraio il direttivo cittadino di FdI aveva richiesto al sindaco Marchionna di revocare l’incarico alla Tedesco e all’altro assessore in quota FdI, Antonio Pisanelli, per ragioni politiche estranee all’indagine.

L’inchiesta fa emergere i rischi gravi legati alla gestione illecita dei rifiuti speciali, con possibili danni all’ambiente e alla salute pubblica. Le autorità stanno analizzando documenti, testimonianze e movimenti dei materiali per ricostruire la catena di responsabilità. Il caso sottolinea l’importanza della trasparenza nelle autorizzazioni e della vigilanza sulle aziende del settore.
La questione segna un momento delicato per Brindisi, dove politica e giustizia si intrecciano suscitando preoccupazione tra cittadini e istituzioni per l’impatto ambientale. L’attenzione resta alta in attesa degli sviluppi dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, che definirà eventuali responsabilità penali e amministrative.
Gli sviluppi saranno seguiti attentamente dai media e dalle istituzioni, con l’obiettivo di chiarire le dinamiche del presunto traffico illecito di rifiuti e garantire il rispetto delle norme e della tutela ambientale.