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Infermieri al lavoro con pannolone: “Non abbiamo tempo di andare in bagno”

Orari di lavoro massacranti, senza bere, senza mangiare e addirittura senza poter andare in bagno. Si perché c’è chi per lavorare deve arrangiarsi persino indossando un pannolone. Con la curva dei contagi in aumento, i protagonisti dell’emergenza Covid tornano a carichi di lavoro estenuanti. Un turno dopo l’altro, saltando riposi e ferie, perché il personale non basta mai. Al lavoro senza scorte adeguate di mascherine e camici monouso: talvolta si rinuncia anche ad andare in bagno, perché vorrebbe dire sprecare i dispositivi di protezione indossati. Costretti a interrompere il monitoraggio dei parametri vitali di un paziente per occuparsi magari di un trasferimento da un reparto a un altro. Così devono lavorare gli infermieri del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Francesco di Nuoro.

La denuncia è arrivata dal sindacato Nursind: “Non si può lavorare in queste condizioni – hanno spiegato Annarita Ginesu e Mauro Pintore a La Nuova Sardegna – chi lavora in Malattie infettive è davvero allo stremo e lo stiamo segnalando da settimane. E siamo pronti a presentare un esposto in Procura. Per la carenza di personale e di spazi adeguati, si stanno facendo turni di otto ore, indossando ovviamente la tuta Covid, e per quelle otto ore, a causa della mancanza di una zona pulita all’interno del reparto, non si può nemmeno andare in bagno o fare una piccola pausa, a meno di uscire dal reparto e raggiungere il piano terra e una zona spogliatoio adeguata. Se a qualcuno gli scappa, insomma, deve fare dieci piani, e per evitare questo, così, c’è chi è costretto a ricorrere al pannolone”.
Come ha spiegato il sindacato, all’origine di tutto come sempre ci sono le carenze: di organico, di spazi adeguati, di organizzazione. Nel caso di Malattie infettive, per afferrare al volo come stiano realmente le cose, basterebbe anche solo scorrere un paio di numeri e confrontarli con quelli di altri ospedali dell’isola. “Non si può portare i lavoratori a queste condizioni – ha spiegato ancora Ginesu – c’è chi, quando fa le consegne di fine turno, ha le lacrime agli occhi dalla stanchezza, dalla fatica e dallo stress”.Lo squilibrio di organico sta mandando in tilt il personale sanitario, nonostante tanto impegno e sforzi anche in questa seconda ondata di contagi Covid. Il fatto è che, rispetto alla prima ondata, le forze in campo sono diminuite: come ha spiegato il Nursind, nella prima fase c’erano più infermieri e meno pazienti, quindi ogni quattro ore si riusciva a turnare, a liberarsi della tuta anti-virus e a fare una pausa. E sì, anche ad andare in bagno senza fare dieci piani di scale, e senza usare un pannolone.

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