Tecnologia

Innovazione stampanti 3D, da oggi anche un feto potrà essere riprodotto

La stampa 3D in campo medicale è molto utilizzata, sono infatti sempre più numerosi i settori che la scelgono come pratica consueta.

L’ultimo ambito in cui è stata applicata con successo è quello embrionale. Un team di dottori dell’Università del Michigan, negli Usa, è riuscito per la prima volta a ricreare l’anatomia di un feto.

Finora l’innovazione nel settore aveva permesso di vedere un bimbo in grembo tramite ecografie che mostravano il bambino in 3D, compreso di colori.

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Adesso, grazie ad ecografie che riprendono il bambino attraverso più posizioni, è possibile ricreare esattamente il corpicino del feto e tenere la piccola scultura in una mano.

Ciò serve a capire se esistono malformazioni tali da minacciare la vita del feto prima della nascita, ma la costruzione reale del bimbo ancora nel pancione ha creato un entusiasmo tale che un’azienda brasiliana ha deciso di produrne varie versioni secondo le richieste dei futuri genitori.

Embryo 3D

Si chiama Embryo 3D ed è capace di utilizzare scansioni a ultrasuoni per creare un modello in plastica del feto.

Una stampante 3D molto sofisticata e ultraprofessionale che riesce a riprodurre in modo preciso tutti i dettagli più minuti, dalle mani ai piedi, compreso il cordone ombelicale e una versione dettagliata del viso.

Questi nuovi e futuristici modellini sono il passo successivo all’immagine 3D, che già era stata utilizzata per individuare difetti alla nascita e per consentire ai genitori di vedere lo sviluppo del loro bambino da fuori dal grembo materno.

La ricerca in Brasile

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Già nel 2016 i ricercatori brasiliani hanno messo in mostra la tecnologia che ha permesso ai genitori in attesa di vedere crescere i loro bambini non ancora nati utilizzando nuove immagini 3D realistiche. Oggi alcuni ricercatori, sempre in Brasile, hanno utilizzato le cuffie da realtà virtuale Oculus Rift per trasformare i dati di risonanza magnetica e gli ultrasuoni nel modello realistico di un feto.

Quindi, invece di ottenere un’immagine sfocata di qualcosa che somiglia ad un bambino, i futuri genitori potrebbero invece avere un‘immagine nitida e più che realistica.

Gli scienziati utilizzano la risonanza magnetica per ricostruire in 3D le scansioni, una volta creato un modello accurato, il dispositivo di realtà virtuale può essere programmato per incorporare il modello.

Il Dottorn Heron Werner Jr, della Clinica de Diagnostico per Imagem situata a Rio de Janeiro, ha dichiarato che: “I modelli fetali 3D combinati con tecnologie immersive di realtà virtuale possono migliorare la nostra comprensione delle caratteristiche anatomiche del feto e possono quindi essere utilizzati per scopi educativi e come metodo, per i genitori, di visualizzare il loro bambino non ancora nato”.

I modelli di realtà virtuale sono incredibilmente realistici e ricreano l’intera struttura interna del feto, compresa una veduta dettagliata delle vie respiratorie, che può aiutare i medici a valutare le anomalie.

La tecnologia Oculus Rift 2 può quindi offrire il bimbo in un ambiente immersivo, completo di suoni del battito cardiaco derivati ​​dall’ecografia del feto. I ricercatori possono di conseguenza studiare l’anatomia fetale 3D fin nel più piccolo dettaglio.

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Per salvare una vita

Le nuove tecnologie hanno aiutato i medici a valutare le vie aeree fetali, una questione estremamente importante per un feto in via di sviluppo.

Se ad esempio, gli ultrasuoni mostravano una massa anormale vicino alle vie aeree fetali, i medici potevano usare le immagini 3D e l’auricolare per valutare l’intera lunghezza delle vie aeree e prendere decisioni più consapevoli sul da farsi.

Spesso chiedono alle future mamme se hanno sognato il bambino prima della nascita. D’ora in poi potranno già vederlo e tenerlo in braccio prima ancora di immaginarlo.

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