Tecnologia

Intelligenza Artificiale e Machine Learning: un futuro senza bisogno di lavorare?

Come cambieranno il mondo (e il modo) in cui viviamo l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning? A chiederselo è un numero sempre maggiori di politici ma anche filosofi, imprenditori e uomini di scienza. Se Elon Musk ha predetto però un futuro governato da un dittatore digitale immortale, Ray Kurzweil – ingegnere capo di Google e saggista “futurista” statunitense – ha in mente un futuro meno buio, in cui però le persone non avranno più (o quasi) la necessità di lavorare. In un recente TED, quindi, l’informatico ha parlato della possibile nonché probabile introduzione di un “reddito base”, un salario regolare dato ai cittadini “solo per vivere”. “Nei primi anni del 2030 ci saranno già esempi di reddito base nel mondo, provvedimenti che raggungeranno tutto il globo entro la fine degli anni ’30. Si riuscirà a vivere benissimo e la nuova preoccupazione principale delle persone sarà dare un significato e uno scopo a quello che fanno” – ha spiegato sul palco del TED.
intelligenza-artificiale-machine-learningLe tempistiche di Kurzweil non sono un caso: il 2030, infatti, è stato da lui indicato come anno di svolta per l’Intelligenza Artificiale, ovvero quel momento in cui i sistemi di intelligenza artificiale riusciranno a passare il celebre Test di Turing. Nel 1950, infatti, sulla rivista Mind, Alan Turing ha suggerito un test per determinare se una macchina sia in grado di pensare: nonostante negli anni sia stato modificato, il test è considerato il punto di svolta per il futuro delle macchine intelligenti.

L’Intelligenza Artificiale darà modo all’uomo di tornare a pensare?

Una delle citazioni più importanti fatte durante l’ultimo TED tenuto da Kurzweil recita: “ Presto avremo a che fare con una tecnologia sempre più potente, che ci permetterà di mantenere il nostro corpo in salute per molto più tempo. In un prossimo futuro penseremoe ‘Wow, nel 2018, le persone avevano solo un corpo e non potevano eseguire il backup dei file nella loro mente”.
Il concetto alla base dell’ideologia e delle posizioni di Raymond Kurzweil è quello di trovarsi di fronte ad un progresso scientifico e tecnologico inarrestabile. Nonostante i rischi, l’umanità si troverà necessariamente faccia a faccia con macchine sempre più intelligenti e sistemi di Intelligenza Artificiale che sarà difficile distinguere in quanto tali poiché troppo simili (se non migliori) a quella umana. Cosa fare?
intelligenza-artificiale-machine-learningKurzweil sembra non avere dubbi; durante il recente TED, infatti, l’informatico e saggista statunitense ha spiegato come il vero ostacolo, in questo momento, non sia la tecnologia bensì la politica che fatica a fare i conti con un cambiamento così costante e repentino.
Da molti considerato più surrealista che futurista, Kurzweil non è nuovo a “profezie” di un futuro in cui l’uomo sarà dotato di capacità attualmente inimmaginabili, se non nei film di fantascienza. Nel libro “The singularity is near”, l’informatico e ingegnere capo di Google scrive “il 2045 segnerà il passaggio dall’intelligenza biologica che conosciamo oggi ad una combinazione di intelligenza biologica e artificiale”. Ma non solo: il saggista si spinge anche oltre sino ad affermare “le capacità cerebrali degli esseri umani verranno moltiplicate miliardi di volte rispetto alle originarie potenzialità biologiche”.
Leggi anche: “Intelligenza Artificiale: gli startupper di Big Profiles”