
Si è concluso con esito positivo l’intervento chirurgico di Papa Leone XIV, operato nel pomeriggio di martedì 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma. L’operazione si è svolta nei tempi e con le modalità previste ed è servita ad asportare un nodulo polmonare in fase iniziale e ben localizzato, emerso durante controlli di routine. In una nota diffusa alle 19.50, la Sala Stampa della Santa Sede ha fatto sapere che «Il Santo Padre è rientrato in stanza». Nelle prossime ore il Vaticano fornirà ulteriori dettagli sull’esito. A capo dell’équipe chirurgica c’era Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica.
L’annuncio chiude una giornata di attesa e preoccupazione per i fedeli, cominciata con il trasferimento del Pontefice dal Vaticano all’ospedale romano. Leone XIV era partito poco dopo le 13 da Porta del Perugino e aveva raggiunto il Gemelli in circa quindici minuti. Qui era stato accolto nell’area allestita per il ricovero, mentre i medici si preparavano all’intervento. L’operazione, iniziata nel pomeriggio, era ancora in corso verso le 18.25, e alle 19.15 si attendevano notizie dal Vaticano. La conferma dell’esito positivo è arrivata alle 19.50 e ha chiuso il momento più delicato della giornata.
Era stato lo stesso Papa a rendere pubblico il problema di salute. Domenica, al termine dell’Angelus, aveva comunicato di avere un nodulo al polmone in fase iniziale e ben circoscritto. La scoperta, avvenuta durante normali controlli, aveva reso necessario programmarne l’asportazione. La natura della formazione sarà chiarita dall’esame istologico sul tessuto prelevato con la biopsia. Che il nodulo fosse localizzato e in fase precoce è un elemento rilevante, ma per un quadro completo bisognerà attendere le comunicazioni ufficiali dei medici.
Il ricovero era stato organizzato con grande cura anche sul fronte della sicurezza. Già da domenica il Gemelli aveva attivato misure straordinarie per tutelare la riservatezza e l’incolumità del Pontefice. Il decimo piano è stato interamente isolato e reso accessibile solo al personale autorizzato. Sono stati intensificati i controlli agli ingressi e lungo il perimetro esterno, con verifiche per prevenire intrusioni tramite droni non autorizzati o attacchi informatici. Procedure specifiche regolano inoltre la gestione di analisi, referti e campioni biologici, per proteggere le informazioni sanitarie del Papa.
L’intervento è stato eseguito da un gruppo di specialisti guidato dal professor Stefano Margaritora, direttore della Chirurgia toracica del Gemelli ed esperto di chirurgia mininvasiva e robotica. A seguire il percorso di cura c’è anche Luigi Carbone, medico personale del Papa e responsabile della Direzione di sanità e igiene del Vaticano, che aveva già assistito Papa Francesco. Nell’équipe figura infine Massimiliano Strappetti, l’infermiere che è stato accanto a Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Saranno loro ad accompagnare il Pontefice anche nella fase di recupero.
Prima dell’operazione, dal Vaticano erano arrivati messaggi di fiducia e vicinanza. Il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, aveva riferito di aver sentito Leone XIV anche la sera prima. Lo aveva trovato sereno, nonostante dovesse affrontare un intervento inatteso. «È stato un fulmine a ciel sereno», aveva detto, ammettendo che la notizia aveva sorpreso tutti. Il cardinale aveva però sottolineato che il problema era stato scoperto per tempo. Aveva poi espresso l’auspicio che il Papa potesse superarlo presto, assicurandogli la vicinanza nella preghiera.
Nemmeno il ricovero ha fermato l’attività di governo della Chiesa. Nella stessa giornata Leone XIV ha nominato due nuovi vescovi. Monsignor Francisco Cota de Oliveira guiderà la diocesi di Itabira, in Brasile, e monsignor Miguel Ángel Martínez Méndez quella di Huehuetenango, in Guatemala. È un segnale di continuità negli impegni istituzionali, anche alla vigilia dell’operazione. Nel frattempo la Prefettura della Casa Pontificia aveva cancellato tutte le udienze fino al 20 ottobre, per permettere il ricovero e la convalescenza.
Con l’intervento alle spalle, l’attenzione si sposta ora sul recupero e sui prossimi bollettini medici. La degenza dovrebbe durare circa una settimana, ma tempi e modalità della convalescenza dipenderanno dall’evoluzione clinica e dalle indicazioni dei sanitari. Si attende inoltre l’esito dell’esame istologico, che chiarirà la natura del nodulo asportato. Intanto la nota della Sala Stampa offre una prima rassicurazione: l’operazione si è svolta come previsto e il Papa ha lasciato la sala operatoria per tornare nella sua stanza.
Per la Santa Sede si chiude così la fase dell’attesa e se ne apre una nuova. Il primo dato ufficiale è la buona riuscita dell’intervento. I prossimi aggiornamenti diranno di più sulle condizioni del Pontefice, sui risultati degli accertamenti e sui tempi per tornare agli impegni. Le udienze restano sospese fino al 20 ottobre, così che Leone XIV possa concentrarsi sul recupero. Dopo ore di apprensione, dal Gemelli arriva per i fedeli una prima buona notizia, in attesa di altri dettagli sul decorso postoperatorio.