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Garlasco, il pompiere conferma ai carabinieri il rapporto con la madre di Andrea Sempio

Il caso di Garlasco rimane uno dei più complessi e controversi della cronaca italiana recente. A distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, emergono nuovi dettagli che complicano ulteriormente la posizione di Andrea Sempio, unico indagato. Le indagini si concentrano su elementi che potrebbero modificare la ricostruzione finora nota, tra testimonianze, prove e consulenze tecniche che mettono in discussione alcuni punti chiave dell’accusa.

Il pompiere e il legame con la madre di Sempio

Un elemento inedito riguarda il ruolo di un pompiere coinvolto nel caso, accusato di aver fornito a Sempio, tramite sua madre, lo scontrino del parcheggio di Vigevano, che fungeva da alibi. Interrogato dai carabinieri, l’uomo ha confermato il rapporto con la madre di Andrea, definendolo di natura intima ma non sentimentale. “Abbiamo avuto incontri solo ed esclusivamente di natura intima, non c’era nessuna relazione sentimentale”, ha dichiarato. Ha inoltre precisato che gli incontri avvenivano in un altro paese del Pavese, non a Vigevano né a Garlasco, e che la frequentazione è durata circa due o tre mesi nel periodo estivo.

garlasco bomba marco poggi

Questi nuovi particolari si inseriscono in un quadro investigativo che vede la difesa di Sempio pronta a presentare alla Procura le proprie consulenze per confutare le accuse. Tra gli aspetti controversi vi è l’interpretazione dell’impronta 33, considerata dagli inquirenti la prova principale, ma che secondo alcuni consulenti potrebbe non appartenere all’indagato. Anche il significato dei soliloqui in macchina è oggetto di dispute: un termine ritenuto offensivo dai pm potrebbe in realtà essere una parola che cambia completamente il senso.

Dubbi sulla dinamica del delitto e le telefonate

Resta aperta anche la questione della dinamica del delitto. Secondo l’accusa, Andrea Sempio avrebbe agito con violenza dopo un rifiuto di natura sessuale da parte di Chiara Poggi. Tuttavia, non sono emerse prove definitive che confermino questa ipotesi. Anche le tre telefonate registrate nei giorni precedenti all’omicidio, sulle quali si fondano alcune delle accuse, non chiariscono se vi fosse realmente un litigio tra i due. Sempio, nei suoi monologhi, ha ammesso una discussione con Chiara, ma i dettagli restano incerti.

Chiara Poggi

Un ulteriore punto critico riguarda la presunta fuga a piedi del killer attraverso i campi fino a casa della nonna di Sempio. L’ipotesi della Procura è che l’indagato si sia mosso a piedi, ma non vi sono testimonianze che confermino questa versione. La nonna non avrebbe notato tracce di sangue sui vestiti, e un testimone, dopo 19 anni, ha riferito di aver visto una bicicletta nera abbandonata nei campi, elemento che ha avuto un ruolo importante nella condanna di un altro imputato, Alberto Stasi. Sempio invece ha sempre parlato di una “bici rossa” di sua proprietà, lasciando aperta la questione sull’identità del proprietario della bicicletta nera.

Andrea Sempio con genitori

Il caso di Garlasco, dunque, si conferma un enigma di difficile soluzione, tra testimonianze contrastanti, prove da verificare e ricostruzioni che continuano a evolversi. Le indagini proseguono con l’obiettivo di fare chiarezza su una vicenda che ha segnato profondamente la cronaca italiana.

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