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Natale, Draghi pensa a nuove restrizioni se situazione peggiora

Il Super green pass potrebbe non bastare a rallentare la diffusione del virus. È questo il timore che circola a Palazzo Chigi di fronte ai numeri sempre più preoccupanti dei contagi. Certo, il certificato verde rafforzato rappresenta una bella spinta alla vaccinazione per milioni di italiani ancora scettici. Ma il vaccino non può rappresentare l’unica soluzione. Necessarie, secondo i consulenti del premier Mario Draghi e del ministro della Salute Roberto Speranza, anche altre misure come mascherine e distanziamento. Per questo non si escludono nemmeno nuove restrizioni in vista del Natale.

Il governo pensa a nuove restrizioni per Natale

Per prima cosa, il premier Draghi non sembra intenzionato ad ascoltare alcuni governatori regionali che hanno chiesto una deroga sul green pass (quello base) necessario per salire sui mezzi di trasporto pubblici. Pure gli studenti dovranno necessariamente averlo, anche se per entrare a scuola a loro non è richiesto. Si spera invece che le vacanze di Natale, con la chiusura degli istituti scolastici, possano contribuire a ridurre il contagio tra i più giovani

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, inoltre, nei pensieri di Draghi resterebbe sempre l’idea di introdurre l’obbligo vaccinale. Ma anche questa soluzione potrebbe richiedere tempi lunghi per avere effetto, dicono gli esperti. Se lo scopo è invece quello di introdurre misure che funzionino immediatamente, non resta altro che reintrodurre divieti generalizzati per vaccinati e non, oltre alla chiusura di alcune attività ritenute non essenziali, anche prima di Natale.

Proprio per questo il ministro Speranza e il Comitato tecnico scientifico stanno monitorando quotidianamente la situazione dei contagi, delle ospedalizzazioni e il tasso di crescita dell’indice di trasmissibilità Rt. Una prima decisione importante dovrebbe arrivare entro la fine di questa settimana, visto che ormai il Natale è alle porte. Tra le soluzioni prospettate dal consigliere di Speranza, Walter Ricciardi, c’è anche quella di eliminare la possibilità di ricorrere al tampone anche per lavorare o prendere i mezzi pubblici.

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