Economia

Numeri truccati! L’Ue rifà i conti: figuraccia Italia. Poveri noi, sanzioni in arrivo

Arriva un drammatico messaggio dalla Commissione europea: il governo Di Maio-Salvini porta l’Italia fuori dai parametri di Maastricht. Il Deficit a un passo dal 3% nel 2019, in assenza di correzioni pronto a sforare il tetto europeo nel 2020. Crescita di un terzo inferiore rispetto alle “ottimistiche” previsioni (contestate da tutti) del gabinetto gialloverde. Per di più con una serie di “rischi” che alla fine potrebbero ulteriormente peggiorare i nostri conti.

Insomma, una situazione capace di mettere in pericolo non solo l’Italia, ma l’intera euro-zona visto che il Paese è zavorrato da un debito oltre il 130% del Pil, il terzo più alto del globo. Che, al contrario di quanto previsto dal Tesoro, nei prossimi anni continuerà a crescere. È questo il risultato raggiunto in sei mesi dal governo Conte, disperdere la credibilità raggiunta portando il Paese a vestire nuovamente i panni, come ai tempi di Berlusconi, del malato d’Europa.

Nessuno si spingerà a dire che l’esecutivo per scelta politica ha truccato i conti. Ma quelli minuziosamente calcolati da Bruxelles sono reali, a differenza di quelli italiani e dicono questo: la crescita non sarà all’1,5% nel 2019 e all’1,6% nel 2020, ma si fermerà intorno all’1%. Dato al quale si deve aggiungere l’aumento dello spread e un impatto delle misure della manovra stimato con troppa generosità dal governo. Sommando questi elementi, si ottiene un deficit ben più alto di quel 2,4% programmato dal gabinetto Conte già di suo contrario alle regole Ue e sgradito ai mercati.

Secondo le indiscrezioni della vigilia nel 2019 sarà al 2,9%, ma ci sono rischi che la crescita rallenti e sfondi il tetto di Maastricht. Cosa che avverrà nel 2020, attstandosi al 3,1%, un punto in più rispetto alla previsione governativa (2,1%). Da domani quindi partirà il conto alla rovescia per la pesante procedura d’infrazione che sarà aperta a carico dell’Italia. Entro martedì prossimo il governo dovrà rispondere all’ultimatum di Bruxelles di cambiare la manovra.

Se, come sembra certo, l’ingiunzione non sarà rispettata, il 21 novembre la Commissione lancerà la procedura. Non per deficit eccessivo , ma per mancato rispetto della regola del debito che impone di tagliare il deficit (Roma lo alza dell’l,8%, circa 32 miliardi in un anno) per tenere appunto a bada il debito. Quindi ci saranno una serie di passaggi tecnici, con l’infrazione che diventerà operativa a fine gennaio dopo il voto dell’Eurogruppo.

A quel punto l’Italia in teoria dovrà rispettare la norma che impone un taglio del debito del 5% (60 miliardi) che fino ad oggi era riuscita a bypassare grazie alla flessibilità (ottenuta da Renzi). Di fatto la procedura, che durerà almeno 5 anni, sarà negoziata con Roma e sarà meno pesante perché Bruxelles non vuole soffocare il Paese. Ma non per questo sarà una passeggiata: già nel 2019 infatti sarà richiesta una maxi manovra bis di una ventina di miliardi almeno. Altrimenti saranno sanzioni.

 

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