
Una serata qualunque è stata sconvolta da un episodio di violenza improvvisa che ha terrorizzato i pendolari milanesi. Un giovane, armato di coltello e roncola, ha aggredito due ragazzi su un mezzo pubblico, seminando il panico tra i passeggeri. La fuga disperata tra le vie della città si è conclusa con un arresto rapido e l’intervento delle forze dell’ordine.
L’incubo è iniziato nella rete del trasporto pubblico di Milano, dove una discussione tra il giovane aggressore e le due vittime è degenerata in violenza. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, il diverbio è iniziato alla fermata Cadorna e si è protratto lungo la linea verde fino alla stazione di Lambrate. Qui, nel mezzanino di piazza Bottino, il quindicenne ha estratto un coltello e ha colpito ripetutamente i due coetanei alle gambe.
Le grida di dolore e il sangue hanno immediatamente attirato l’attenzione dei presenti e dei soccorsi del 118, che sono intervenuti tempestivamente per prestare le cure e trasportare i feriti agli ospedali Fatebenefratelli e Multimedica di Sesto San Giovanni. Entrambi i ragazzi hanno ricevuto una prognosi di quarantacinque giorni, segno della gravità delle ferite.
Per sfuggire ai testimoni, l’aggressore si è tolto il giubbino nascondendolo nello zaino e ha preso un autobus dell’Atm per allontanarsi. Ma la sua agitazione è cresciuta: a bordo del mezzo ha estratto una roncola con lama di ventuno centimetri, terrorizzando i passeggeri e creando un clima di panico.
L’intervento tempestivo e l’arresto del giovane
La segnalazione dell’aggressione ha subito raggiunto la centrale operativa che ha coordinato l’intervento dei carabinieri del Nucleo Radiomobile di Milano. Il mezzo è stato bloccato e, con massima cautela, i militari sono intervenuti per disarmare il giovane e garantire la sicurezza dei viaggiatori a bordo.
La roncola è stata sequestrata e il ragazzo è stato arrestato con le accuse di lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi. Informata la Procura presso il Tribunale per i minorenni, il quindicenne è stato affidato alla custodia della madre e posto in detenzione domiciliare in attesa dell’udienza di convalida.
Questo episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla diffusione di armi tra i giovanissimi, sottolineando l’urgenza di interventi mirati per prevenire simili gesti estremi in contesti pubblici e quotidiani.