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L’Italia e il tabù contraccettivi: 3 mila bambini all’anno rifiutati alla nascita

Se ne parla poco, ma il problema è enorme. In Italia circa 400 bambini, ogni anno, vengono rifiutati alla nascita e abbandonati negli ospedali. Molte donne scelgono il parto segreto, ossia in anonimato (previsto dal Dpr 369 del 2000), e mettono al mondo il piccolo in clinica e poi lo affidano al Tribunale dei minori, che avvierà le procedure per l’adozione, garantendo il prima possibile al neonato una famiglia. Le madri torneranno a casa senza il loro bimbo, ma almeno quest’ultimo sarà al sicuro.

Il dato allarmante riguarda invece i parti che non rientrano in questa procedura, ossia quelli clandestini, che non avvengono all’interno delle strutture ospedaliere, cui può seguire l’abbandono. Secondo una statistica della Società Italiana di Neonatologia risalente al 2012, i neonati non riconosciuti, i cosiddetti figli di “enne enne” (genitore che non intende essere nominato), sarebbero addirittura 3000 ogni 12 mesi, nel 73% dei casi le madri sono italiane, per il resto straniere, soprattutto tra i 20 ed i 40 anni.

Non solo per strada o nelle cliniche, proprio come accadeva in passato, i neonati vengono depositati anche nella cosiddetta “ruota della vita”, ripristinata in alcuni conventi, come quello di San Francesco da Paola, a Monopoli (Bari), dove a febbraio scorso un bimbetto di 3 o 4 giorni è stato affidato alle cure dei frati. La ruota era stata riattivata solo due mesi prima in seguito al trapasso di una neonata adagiata al suolo, morta per il freddo e la fame.

Per evitare epiloghi di questo tipo, sono state create le “culle per la vita”, versione moderna della medievale “ruota degli esposti”. Si tratta di una struttura concepita proprio per consentire alle genitrici in difficoltà di lasciare i neonati senza rischi per la loro incolumità e in assoluto anonimato. Le culle, sparse su tutto il territorio nazionale, sono dotate di riscaldamento e chiusure di sicurezza, inoltre il presidio è controllato 24 ore su 24. 

Risulta deplorevole ed inaccettabile che i bambini vengano buttati via come fossero roba vecchia proprio nel momento in cui sono più delicati e inermi, ossia alla nascita. Basterebbe che le donne ricorressero di più a quegli strumenti, pure previsti dalla legge, come il parto in anonimato in ospedale, volti a tutelare la vita di mamma e neonato. Inoltre, stupisce che signori e signore del nuovo millennio non abbiano ancora capito che per evitare gravidanze indesiderate basterebbe ricorrere all’uso del preservativo e dei contraccettivi.

Aborto, abbandono e infanticidio non sono misure anticoncezionali. Urge, alla luce di questi dati, che si metta in atto una seria campagna di sensibilizzazione e che l’educazione sessuale (anche nelle scuole) non venga più vista come un tabù. Certo, con persone come Fontana alla guide del neonato Ministero della famiglia, la vediamo dura. Speriamo in tempi migliori. In fondo dai, è solo il 2018…

 

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