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Italia Viva, rivolta degli “ultrà” contro Renzi: “Dovevamo votare No!”

C’è chi lo ha definito “mercato delle vacche”, chi “calciomercato”, chi “compravendita”, insomma, questo è stato. Una trattativa politica serrata che ha portato, alla fine, al salvataggio in extremis di Conte e del governo. C’era attesta prima del voto in Senato, tutti volevano capire le mosse, e chi avrebbe votato cosa. Gli occhi erano tutti sui “volenterosi”, ma anche su Italia Viva, che rischiava di perdere altri pezzi. La prima domanda era a che punto si sarebbe fermata l’asticella della maggioranza, se avrebbe superato quella assoluta da 161 o, se meno ambiziosamente, si sarebbe fermata sopra i 155. Il responso a fine serata è di 156.

Ma la seconda domanda era più delicata: se in soccorso della maggioranza sarebbero arrivati solo “cani sciolti”, singoli peones fuoriusciti, oppure pezzi di opposizione, di Forza Italia, Udc, e anche Italia Viva. Si è avverato uno scenario intermedio, con l’arrivo di alcuni “costruttori”, manovali senza un’impresa solida, senza un progetto politico che possa fare immaginare il futuro e qualche brandello di Forza Italia, ma anche dei socialisti. È il primo passo, dicono a Chigi, anche se il governo ora è diventato di minoranza. La caccia è stata frenetica. Niente è stato risparmiato per raggranellare voti e scalare il tabellone.

Come riporta il Corriere, “le pressioni e le lusinghe a Forza Italia sono tante e alla fine arrivano due sì: uno preannunciato, quello dell’ex Pd e Scelta Civica Andrea Causin; l’altro davvero sorprendente, quello di Maria Rosaria Rossi, un tempo molto vicina a Silvio Berlusconi e soprattutto grande amica dell’ex fidanzata Francesca Pascale. Da Forza Italia la mettono così: la Rossi è stata assistente di Berlusconi, poi tesoriera del partito e con la fine del rapporto con la Pascale è stata emarginata dal partito. Insomma, un voto personale, che non impegna il gruppo né Berlusconi. Ma, chissà, anche l’inizio di un’interlocuzione più ampia, considerando anche la defezione alla Camera di Renata Polverini”.

Il dato più preoccupante per la maggioranza è il fallito corteggiamento degli altri gruppi. Nessun arrivo da Italia Viva, per ora. Anche se, in un retroscena di Carmelo Lopapa pubblicato oggi su Repubblica, si legge che nell’assemblea dei senatori del partito di Renzi che ha preceduto la chiama “in molti hanno spinto per la sfiducia. Ma senza astensione il gruppo di Italia Viva avrebbe perso altri pezzi, oltre a Nencini”. In molti, quindi, avrebbero chiesto al capo di “votare No”. Ma anche lì, per strategia, si è dovuto optare per l’astensione. Intanto oggi Conte sale al Colle e nei prossimi giorni ci saranno nuovi sviluppi. Come in Serie A, il calciomercato è sempre aperto.

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