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Italiani morti alle Maldive, salta fuori solo ora: la terribile verità

Le operazioni di recupero dei cinque sub italiani dispersi durante un’immersione nelle grotte di Alimathà, alle Maldive, proseguono in condizioni estremamente complesse. Con il passare delle ore emergono nuovi interrogativi relativi alle autorizzazioni e alle modalità organizzative della spedizione, sollevando dubbi sulla regolarità dell’attività subacquea svolta.

Gli specialisti impegnati nelle ricerche tentano di raggiungere il punto più profondo del sistema di grotte, a circa 60 metri di profondità. Qui potrebbero trovarsi ancora i corpi dei sub dispersi dopo l’incidente del 14 maggio. Le prime valutazioni tecniche indicano che i corpi potrebbero essere relativamente integri, salvo gli effetti dovuti all’ambiente sottomarino e all’elevata temperatura dell’acqua.

Immagine subacquea nelle Maldive

Un elemento che sta assumendo rilievo nelle indagini riguarda le autorizzazioni ufficiali per l’immersione. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, soltanto tre dei cinque sub italiani avrebbero avuto i permessi necessari per partecipare alla spedizione.

Le autorizzazioni erano relative a un progetto di ricerca collegato alla nave Duke of York e alle apparecchiature utilizzate, con un limite operativo fissato tra 0 e 50 metri di profondità.

Le grotte di Alimathà, tuttavia, raggiungono i 60 metri, sebbene il punto di accesso si trovi intorno ai 47 metri. Questa discrepanza potrebbe assumere un ruolo cruciale per stabilire eventuali responsabilità e verificare se l’immersione sia stata effettuata oltre i limiti consentiti.

Mohamed Hussain Shareef, portavoce del presidente delle Maldive Mohamed Muizzu, ha chiarito che il governo non era stato informato in modo specifico dell’intenzione del gruppo di effettuare un’immersione in grotta.

“Si trattava di un’immersione in grotta e la proposta di ricerca, a quanto mi risulta, non ne faceva menzione. Sono stati indicati gli atolli, ma non i dettagli precisi dei siti d’immersione”, ha affermato Shareef.

Nel team ufficiale di ricerca figuravano Monica Montefalcone, Federico Gualtieri e Muriel Oddenino. Il quinto componente, trovato senza vita, era la guida subacquea. Il portavoce ha confermato l’esistenza di un permesso valido dal 3 al 17 maggio per sei atolli, incluso quello di Vaavu.

Giorgia Sommacal, figlia della docente Monica Montefalcone, non risultava invece inserita nel team autorizzato.

Tra le vittime si contano Monica Montefalcone, docente di Ecologia all’Università di Genova, 51 anni, sua figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, la ricercatrice Muriel Oddenino, 31 anni, di Poirino (Torino), la guida subacquea Gianluca Benedetti, 44 anni, di Padova, e il neolaureato Federico Gualtieri, 23 anni, originario di Omegna (Verbano-Cusio-Ossola).

Shareef ha sottolineato il rapporto consolidato tra la docente italiana e le Maldive, ricordando il lungo impegno di Montefalcone nella ricerca nel Paese asiatico.

Il team di Genova conduceva attività di ricerca alle Maldive da almeno quattro anni, con un progetto autorizzato dal Dipartimento di ricerca marina sulle barriere coralline e i coralli molli.

Le vittime italiane della tragedia subacquea alle Maldive

Gli avvocati Antonello Riccio e Gianluigi Dell’Acqua, rappresentanti della famiglia di Federico Gualtieri, hanno invitato alla prudenza nel trattare la vicenda.

“Federico era pienamente formato e qualificato per l’attività subacquea svolta, con le capacità tecniche e l’esperienza necessarie anche per immersioni complesse”, hanno dichiarato i legali.

Il giovane aveva conseguito dal 2011 numerose certificazioni specialistiche e accumulato esperienza pratica anche alle Maldive. Gli avvocati hanno definito Gualtieri come una persona scrupolosa e prudente, escludendo elementi che possano far ipotizzare negligenza o imprudenza.

La famiglia ha chiesto cautela nelle valutazioni e sollecita a non avanzare ipotesi premature sulle cause dell’incidente. “Non è ancora chiaro chi abbia organizzato l’immersione, con quali scopi e attrezzature, pertanto si deve evitare qualsiasi congettura”, hanno concluso.

Le indagini proseguono con l’obiettivo di chiarire ogni dettaglio di questa tragica vicenda che ha scosso il mondo accademico e della subacquea italiana.

Immersione subacquea

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