
Il dibattito sul possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 si è definitivamente chiuso, dopo mesi di speculazioni e attese. Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione Trump, ha annunciato che l’ipotesi di inserimento nel torneo degli Azzurri, in caso di forfait dell’Iran, non si concretizzerà. L’annuncio segna la fine di un’intensa fase di pressioni istituzionali che non ha modificato la conferma della partecipazione della squadra iraniana.
Per mesi si è parlato di possibili sviluppi per l’inserimento dell’Italia nel torneo iridato come ripescaggio, ma già da tempo si erano diradate le speranze. Zampolli, che ha sostenuto fino all’ultimo questa ipotesi, ha dichiarato: “Il mio sogno e quello di tanti era di avere l’Italia con noi. Avevo suggerito al presidente e a Gianni Infantino che, in caso l’Iran non fosse venuto per qualsiasi ragione, si sarebbe potuto ripescare l’Italia”. Tuttavia, la squadra iraniana si sta allenando in Messico e ha ottenuto i visti per partecipare regolarmente al torneo.
Il rappresentante speciale degli Stati Uniti ha inoltre precisato che i giocatori iraniani avranno permessi limitati: “I giocatori dell’Iran avranno il permesso soltanto di venire a giocare in giornata e poi tornare, perché i visti sono stati dati solo ai giocatori”. La conferma definitiva è arrivata anche da Gianni Infantino, presidente della FIFA, che ha ribadito come “il calcio debba unire” e ha escluso sospensioni di federazioni.

Le tensioni geopolitiche tra Iran, Canada e Stati Uniti avevano alimentato dubbi e speculazioni, soprattutto dopo il respingimento di dirigenti iraniani a Vancouver. Nonostante ciò, l’Iran farà regolarmente parte del Gruppo G, insieme a Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, esordendo il 15 giugno a Los Angeles.
La squadra iraniana avrà una struttura organizzativa particolare: il quartier generale sarà a Tijuana, in Messico, dove si allenerà e preparerà durante tutto il torneo. Per ogni partita, la delegazione raggiungerà gli stadi negli Stati Uniti solo il giorno dell’incontro per poi tornare immediatamente in Messico, senza pernottare sul suolo statunitense. Verranno seguiti rigidi protocolli di sicurezza e immigrazione con visti speciali multi-ingresso e controlli rafforzati agli ingressi negli Stati Uniti.