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“L’ha fatto prima di morire, e Stasi…”. Garlasco, nuova perizia sconvolgente su Chiara Poggi

La ricostruzione delle ultime ore di Chiara Poggi torna al centro dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Una nuova consulenza medico-legale, depositata dalla Procura di Pavia, rivaluta infatti la durata dell’aggressione subita dalla giovane il 13 agosto 2007: un intervallo che potrebbe essere stato più esteso di quanto finora ipotizzato e che, secondo gli inquirenti, incide sul quadro temporale esaminato nel processo a carico di Alberto Stasi.

La relazione, firmata dai consulenti Cristina Cattaneo e Biagio Eugenio Leone, stima un periodo plausibile compreso fra 30 e 60 minuti tra l’inizio dell’azione violenta e il decesso della ventiseienne. Gli esperti precisano tuttavia che la medicina legale non consente di definire un arco temporale più puntuale.

Per la Procura di Pavia, questa rivalutazione deve essere letta insieme agli altri elementi raccolti nella nuova indagine su Andrea Sempio, giunta nella fase di chiusura. Il diverso dato sui tempi, secondo l’impostazione accusatoria, potrebbe avere rilievo anche nella ricostruzione della presenza di Stasi nell’abitazione di via Pascoli.

La consulenza ripercorre la sequenza delle lesioni riportate da Chiara Poggi e valuta il tempo trascorso prima della morte. Secondo gli specialisti, l’intervallo tra le prime ferite e il decesso non sarebbe inferiore a circa 15-30 minuti, mentre la durata complessiva dell’aggressione potrebbe arrivare a 30-60 minuti.

Nella relazione viene comunque evidenziato il carattere necessariamente prudenziale della stima. I consulenti spiegano che non esistono elementi scientifici idonei a stabilire con precisione assoluta il tempo intercorso fra l’inizio delle violenze e la morte della vittima.

Il punto assume rilievo alla luce della finestra temporale considerata nel procedimento che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. In quel quadro, l’omicidio era stato collocato fra le 9.12 e le 9.36 del 13 agosto 2007.

La nuova analisi della Procura valuta invece i tempi dell’aggressione insieme agli altri dati medico-legali acquisiti. Da questa lettura emergerebbe, secondo gli inquirenti, una dinamica non compatibile con la scansione oraria utilizzata nel giudizio a carico di Stasi.

Non si tratta dunque di un elemento esaminato isolatamente, ma di un dato inserito nel più ampio quadro investigativo che punta a ricostruire la successione degli eventi avvenuti nella villetta di Garlasco.

Un ulteriore passaggio della consulenza riguarda le lesioni da difesa riscontrate sul corpo della vittima. Per gli esperti, Chiara Poggi avrebbe tentato di opporsi all’aggressore, reagendo nel corso di una colluttazione.

Le ferite vengono messe in relazione con la dinamica ipotizzata dell’azione violenta e con gli spostamenti della giovane all’interno della casa. La consulenza prova così a definire non soltanto il momento della morte, ma anche le fasi che l’avrebbero preceduta.

Le valutazioni medico-legali vengono inoltre ritenute coerenti con alcuni dati già emersi dagli accertamenti dei Ris, allora guidati dal colonnello Berti. Il riferimento è alla posizione della vittima e ai suoi possibili movimenti durante l’aggressione.

L’obiettivo della nuova ricostruzione è quindi esaminare in modo complessivo le tracce, le lesioni e gli elementi raccolti sulla scena, senza attribuire a un singolo dato un valore conclusivo.

La relazione affronta anche l’impronta di una scarpa rinvenuta nella casa di Chiara Poggi, associata a una calzatura di taglia 42. Si tratta di uno degli aspetti al centro delle verifiche svolte nell’attuale filone d’indagine.

Il dato è stato confrontato con le dichiarazioni di Andrea Sempio, che ha sempre riferito di calzare il numero 44. I consulenti hanno però considerato anche l’eventuale variazione delle caratteristiche del piede nel corso del tempo.

Secondo quanto riportato nell’elaborato, un aumento di peso può comportare modifiche rilevanti della larghezza e del volume del piede. L’osservazione viene quindi inserita nella verifica di compatibilità dell’impronta.

La stessa consulenza chiarisce però che il riferimento alla taglia non può costituire, da solo, un elemento sufficiente per attribuire quella traccia a Sempio. La valutazione resta legata al complesso degli accertamenti.

Il lavoro di Cristina Cattaneo e Biagio Eugenio Leone si colloca nella fase finale delle indagini della Procura di Pavia su Andrea Sempio e propone una nuova lettura degli ultimi momenti di vita di Chiara Poggi.

Il nodo principale resta la possibile durata dell’aggressione, che potrebbe essersi sviluppata in un arco più lungo rispetto alla finestra temporale adottata in passato. Una circostanza che gli inquirenti inseriscono nella loro ricostruzione complessiva del delitto di Garlasco.

Gli esperti ribadiscono tuttavia che la stima non può che restare approssimativa, vista l’impossibilità di determinare scientificamente con maggiore esattezza l’intervallo tra le prime lesioni e il decesso.

Ferite da difesa, spostamenti nella villetta e impronta della scarpa sono dunque i principali aspetti ora sottoposti a nuova valutazione. Resta fermo che ogni posizione dovrà essere accertata nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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