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La battaglia del consigliere leghista contro la lapide dedicata ai partigiani

Una lapide diventata improvvisamente scomoda, quella dedicata ai partigiani all’interno del piccolo cimitero della cittadina siciliana di Termini Imerese, in provincia di Palermo. Un monumento installato tanti anni fa e che però, di colpo, è salito agli onori della cronaca perché diventato, tra lo stupore generale, addirittura pietra dello scandalo per una certa destra, quella che continua a guardare al passato con pericolosi intenti revisionisti.

La lapide era stata posizionata nel cimitero come ricordo alla memoria di chi si è battuto ed è morto per la patria, in uno dei periodi più drammatici della Seconda Guerra Mondiale. Un consigliere comunale della Lega, Fabio Sciascia, ha però presentato una mozione per chiedere lo spostamento della lastra di marmo, posata sette anni fa, nel 2014. Il motivo? Un po’ tragicomico, per la verità.

Stando a Sciascia, infatti, la lapide dei partigiani sarebbe stata posizionata male all’interno del cimitero, troppo vicino a una statua della Madonna. Un accostamento ritenuto inopportuno dal leghista, che ha chiesto così il suo spostamento. Dove, non si sa bene di preciso. Di sicuro, più lontano dall’icona sacra.

Lo spostamento, alla fine, è stato persino approvato, con 5 voti favorevoli, 4 contrari e tre astensioni. Una decisione che ha fatto subito insorgere l’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani italiani, che ha chiesto alla sindaca Maria Terranova di non dare seguito alla mozione. Un caso che, di sicuro, continuerà a far discutere.

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