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Paragonava la Boldrini a una bambola gonfiabile, oggi Salvini è “il paladino delle donne”

Il papa che perde la calma schiaffeggiando la mano di una fedele che lo aveva trattenuto con forza a piazza San Pietro. Un video subito diventato virale, che ha fatto sorridere il mondo dei social e scatenato la fantasia degli utenti. Ripreso anche da Matteo Salvini, che ne ha ricreato una personalissima parodia sulla neve insieme alla fidanzata. Criticato per la scelta di prendere in giro il pontefice, il leader della Lega si era così difeso: “Ho rispetto per il papa che ha sempre parlato di accoglienza con limiti e prudenza. Sottoscrivo. Poi il pontefice si rivolge al mondo, io agli italiani. Io critico i benpensanti della sinistra e le femministe che non difendono le donne dalla subcultura islamica”.

Un tema sul quale il Capitano era poi tornato rispondendo direttamente a Bergoglio che nella sua omelia del primo dell’anno aveva parlato di dignità della donna: “Giustissimo, ma voglio ricordare che il rispetto della donna è incompatibile con un certo tipo di Islam: non si possono spalancare le porte agli immigrati di religione islamica e poi parlare di rispetto della donna”. Poi Salvini ha criticato “i benpensanti della sinistra e le femministe che non difendono le donne dalla subcultura islamica”.
E ancora: nelle ore successive, Salvini aveva pubblicato nelle sue pagine social più di un post in cui vestiva i panni del difensore della donna, approfittandone per rilanciare la candidatura a Reggio Emilia di Lucia Borgonzoni  “attaccata perché donna”. E condividendo poi la notizia di una ragazza picchiata dal marito a Milano. Contro il leghista si sono però scagliati tanti utenti che hanno ricordato le posizioni del Congresso della Famiglia di Verona, ben lontano dal difendere l’emancipazione femminile.Altri hanno invece ricordato come, nel 2016 in occasione di un comizio a Soncino in provincia di Cremona, Salvini aveva fatto portare sul palco una bambola gonfiabile per poi additarla davanti ai presenti: “C’è la sosia della Boldrini qui”. Parole che avevano scatenato un putiferio mediatico ma di fronte alle quali il leader della Lega non aveva mai chiesto scusa, lanciando piuttosto l’hashtag #sgonfiamolaBoldirni e sminuendo le accuse di sessismo.

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