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La classifica delle peggiori password più utilizzate nel mondo: se c’è anche la vostra cambiatela subito!

Le cattive abitudini faticano a morire. Nell’era degli scandali informatici e nella più crescente attenzione per la tutela dei dati personali, la raccomandazione più importante che viene fatta agli utenti della rete è scegliere password fantasiose con codici alfanumerici, da cambiare per ogni account che si possiede. Per garantire la sicurezza degli utilizzatori del web, sempre più servizi infatti obbligano a creare codici di una certa lunghezza che abbiano al loro interno numeri e lettere, comprendendo anche un carattere speciale. Regole apparentemente semplici, ma la pigrizia e la cattiva memoria di chi naviga nella rete fa cadere gli utenti nella sempre più frequente scelta di password banali, che anche se sono semplici da ricordare, rendono incredibilmente facile il lavoro degli hacker per la violazione della nostra privacy. A confermare l’allarme è la classifica peggiori password, pubblicata annualmente da SplashData, che mostra come nel 2018, tra le circa 5 milioni di password rubate le più frequenti sono, infatti, assolutamente banali e scontate, frutto di scelte dettate da sciatteria e pressappochismo.


Le prime dieci peggiori in classifica
La password in cima alla classifica (per il quinto anno consecutivo) è proprio “123456”, seguita in seconda posizione da “password”. La top ten prosegue con tutte le variazioni numeriche della vincitrice, come “123456789”, “12345”, passando per “12345678”. In sesta posizione invece la chiave di accesso più fantasiosa sul web, ovvero “11111”. Settimo posto per “1234567”, mentre bisogna arrivare dall’ottava posizione in poi per trovare password meno banali ma sempre gettonatissime in rete, come “sunshine” (alba), oppure “qwerty”, una soluzione comoda (ma non certo efficace) perché costruita dalle lettere nella prima fila della tastiera, o la romantica parole d’ordine “iloveyou” che per quest’anno è la decima più hackerata.

Qualche divertente new entry
Se non vi ritrovate in nessuna di queste 10 chiavi di accesso non cantate ancora vittoria, perché la lista di SplashData rileva ben 100 password vulnerabili. Le posizioni immediatamente successive alla decima sono occupate, oltre che da altre semplici combinazioni alfanumeriche come “abc123” (quindicesima in graduatoria) a segnale che più di qualcuno ha capito alla perfezione il concetto di codice alfanumerico ma poi non si è voluto applicare, ma anche da scelte più tosto inquietanti come la satanica password “666666” (in quattordicesima posizione). In tredicesima posizione si è posizionata la gentilissima “welcome”, un probabile benvenuto all’hacker che intanto avrà bucato il sistema con facilità. Un’altra scelta poco saggia e purtroppo frequente, è quella di scegliere come password il nome di un personaggio famoso, come la new entry che è tutto un programma “donald” (in 23esima posizione), indice dell’elevata popolarità, nel bene e nel male, dell’attuale Presidente degli Stati Uniti.

A questo punto è chiaro che si deve tenere maggiore accuratezza nella scelta della password. Se per caso anche voi avete impostato una password costituita da una combinazione numerica scontata o da parole semplici e d’uso comune, il miglior consiglio che vi raccomandiamo è di cambiarla immediatamente. “Usare queste password espone tutti seriamente al rischio di venir compromessi e di vedere la propria identità rubata”, ha puntualizzato SpashData. Infatti, sempre secondo le stime dell’azienda, il 3% delle persone ha usato, almeno una volta, la peggiore di tutte (123456) e uno su dieci ha usato almeno una delle peggiori 25. I consigli, che come dimostra la classifica sono spesso inascoltati, sono sempre i soliti: sarebbe opportuno utilizzare chiavi complesse, composte da almeno 12 caratteri misti (cioè da numeri, lettere e caratteri speciali). Inoltre non si deve mai usare la stessa password su più servizi, poiché in caso di attacco informatico, l’impatto del danno sarà inferiore: infatti se l’hacker otterrà solo una chiave, riuscirà ad aprire solo una porta ma non tutte le altre che incontrerà a seguire.

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