Esteri

La Commissione Etica Usa: “Se Trump non riconosce la sconfitta, interverremo”

Mentre Donald Trump continua a non riconoscere la vittoria del suo rivale Joe Biden, ormai ufficialmente presidente degli Stati Uniti d’America, cresce la tensione legata agli strascichi del voto. Il senatore repubblicano dell’Oklahoma, James Lankford, si è unito al coro dei suoi colleghi democratici preoccupati per la mancata apertura di una fase di transizione presidenziale. Lankford, alla guida della Commissione Etica del Senato americano, ha dichiarato che interverrà direttamente se entro la fine della settimana l’amministrazione Trump non avrà ancora consentito al de facto presidente eletto Joe Biden di accedere ai briefing quotidiani dell’intelligence.

Accedere hai briefing dell’intelligence è uno dei primi diritti di un presidente eletto ed è cruciale per assicurare una transizione efficacie oltre che per garantire l’assenza di gaps nella sicurezza nazionale. A sostengo dell’urgenza di muovere in questa direzione, Lankford ha citato come vi sia un consenso bipartisan che la transizione abbreviata a seguito delle contestate elezioni delle 2000 abbia contribuito ad esporre gli Stati Uniti agli attacchi terroristici dell’11 settembre.
Da par suo Joe Biden ha dichiarato che i briefing quotidiani “sarebbero utili, ma non necessari” e che il suo vice, Kamala Harris, ha comunque accesso alle informazioni rilevanti essendo membro della Commissione Intelligence del Senato. Biden ha tuttavia espresso frustazione per come il presidente Trump sta gestendo, malamente, questa delicata fare di transizione.Una frustrazione condivisa anche nel partito Repubblicano, dove sempre più esponenti di primo piano ritengono che Trump stia solo perdendo tempo e che muovendo accuse infondate, destinate a non cambiare nulla del risultato odierno, la tensione avrà solo l’effetto di rafforzare la base cospirazionista che inneggia al presidente uscente e compromettere la futura stabilità del paese.

Come riportato dalle testate americane, altre figure di spicco del partito repubblicano si sono subito aggiunte a Lankford. Tra loro spiaccano il decano del GOP in congresso Senatore Chuck Grassley, una delle stelle nascenti che in passato fu candidato alle primarie del partito, il Sen. Marco Rubio e infine il capogruppo repubblicano al senato, John Thune. Tra i favorevoli ad iniziare la transitione spicca anche un nome curioso, quello di Lindsey Graham uno dei parlamentari “più vicini al Presidente che in questi giorni ha sostenuto con forza la battaglia di Trump e lo ha spinto a non concedere la vittoria a Biden.”

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