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“Migranti stremati? Macché, anzi…”. La difesa di Salvini: il caso Diciotti rivisto dalla Lega

Non un sequestro di persona, come sostiene il tribunale dei ministri che chiederà l’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini. Ma una “decisione collegiale presa per la sicurezza nazionale”. Questa la versione del leader della Lega, che sul caso Diciotti per il quale rischia un processo ribadisce i rischi che “a bordo della nave ci fossero terroristi” e nega di aver “messo a rischio la sicurezza delle persone”. Ma soprattutto sostiene che “i minori rimasero a pregare per due ore dopo l’ordine di sbarco”.

Salvini ha deciso di passare all’attacco in merito alla vicenda che sta tenendo banco in questi giorni concitati, ribadendo la sua linea politica che associa l’arrivo dei migranti a un pericolo per l’Italia. Una tesi che il collegio di giudici ha già respinto sostenendo che non ci fosse alcuna prova. Alla giunta per le autorizzazioni del Senato, anticipa il Corriere della Sera, consegnerà una relazione scritta e rivista parola per parola con Giulia Bongiorno, l’avvocatessa che ha difeso politici di primo livello e adesso è ministra della Pubblica amministrazione in quota Lega.
Saranno ore ad alta tensione quelle che Salvini si troverà a vivere a breve. Anticipando di voler parlare davanti all’aula. Per dimostrare la sussistenza di un “reale pericolo”, Salvini citerà il precedente di una nave rimasta nel porto di Catania tra il 20 e il 25 agosto con 177 stranieri a bordo. “Il rischio di infiltrazioni era emerso più volte, anche in occasione del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si era svolto pochi giorni prima in Calabria il 24 giugno 2018″.Per quanto riguarda le condizioni delle persone a bordo della nave, Salvini contesterà l’accusa sostenendo che “il 22 agosto, quando fu dato il via libera allo sbarco dei minori gli extracomunitari decisero di restare volontariamente a bordo per terminare un rito religioso per circa due ore, dalle 20.30 alle 22.30 e questo dimostra che non erano affatto stremati”.

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