Esteri

Ucraina, Kuleba: “In Occidente ci sarà sempre chi bacia e abbraccia Putin”

Non ha certo peli sulla lingua Dmytro Kuleba. Il ministro degli esteri ucraino rilascia una lunga intervista al quotidiano italiano Repubblica in cui punta anche il dito contro quegli alleati Occidentali che tentennano nell’inviare armi e preferirebbero mantenere dei buoni rapporti diplomatici con il presidente russo Vladimir Putin. “In Occidente ci sarà sempre chi ritiene che per stare tranquilli bisogna abbracciare e baciare Putin, concedendogli tutto ciò che pretende”, denuncia Kuleba.

Il ministro degli esteri ucraino Kuleba

“Lanciare un’operazione internazionale nel Mar Nero con l’aiuto di Paesi amici disponibili a inviare le loro navi per sminare le acque e scortare il passaggio dei cargo commerciali, a cominciare da quelli di Odessa. – questa la soluzione proposta da Kuleba per sbloccare l’esportazione del grano ucraino – Si può fare solo con un impegno formale della Russia a non usare il corridoio per attaccarci. “Ma nessuno si può fidare dei russi. – avverte il ministro – Bisogna stare molto attenti, per questo non ci basta la garanzia unilaterale del Cremlino. Servono Paesi terzi che si prendano la responsabilità di far rispettare l’accordo. Ci va bene anche l’intervento delle Nazioni Unite. Il nostro primo interesse è che il nostro frumento arrivi alle nazioni che ne hanno bisogno”.

Per quanto riguarda il negoziato con la Russia, precisa Kuleba, “noi non poniamo condizioni specifiche e non abbiamo nulla in contrario a ritornare al tavolo, vogliamo solo che i delegati russi dimostrino di avere reale intenzione di trattare. Putin, invece, sa solo dare ultimatum. Guardate quel che sta accadendo: l’invasione del Donbass è brutale, nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia portano avanti l’annessione dei territori occupati e sparano missili sulle città. Se vuoi negoziare veramente non ti comporti così”.

Kuleba loda poi l’impegno sincero dell’Italia che ha proposto un piano di pace subito rigettato da Mosca. Ma punta il dito contro quei Paesi che “fingono di essere interessati alla mediazione solo per trovare una scusa per mantenere relazioni dirette e amichevoli con Putin. In Occidente ci sarà sempre chi ritiene che per stare tranquilli bisogna abbracciare e baciare Putin, concedendogli tutto ciò che pretende. Qualcuno, per pensarlo, è pagato dal Cremlino. Altri invece sono intellettualmente dipendenti dalla Russia”, conclude.

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