L’intelligenza artificiale cambia il mondo dell’advertising grazie alla piattaforma Albert

La intelligenza artificiale è uno dei temi caldi del momento, se si pensa che praticamente non esiste un campo che non si potrà trasformare grazie al suo avvento. Il suo ruolo comincia ad assumere grande importanza anche per quanto riguarda le operazioni commerciali, tra cui l’advertising e – più nello specifico – il media planning. Una delle ultime soluzioni affacciatesi sul mercato è Albert, una piattaforma di intelligenza artificiale creata e sviluppata da Adgorithm – azienda fondata nel 2010 – e che si propone di reinventare le classiche modalità di digital media planning e buying.

Lo scopo è quello di semplificare il lavoro delle persone che si occupano della pianificazione strategica dei media, rispetto anche all’allocazione delle risorse, cercando di automatizzare questo processo, affidando alle macchine tutto quanto riguarda l’analisi dei dati. In questo modo, la “componente umana” può dedicarsi in maniera più efficiente ed efficace agli aspetti puramente creativi dell’advertising.
In sostanza, la piattaforma consente alle persone di verificare gli effetti delle campagne nel momento stesso in cui vengono messe in atto e, di conseguenza, di interromperle tempestivamente se ci si accorge che qualcosa sta andando storto.

Albert, intelligenza artificiale all-in-one

La intelligenza artificiale di Albert – che prende il nome dal più famoso Albert Einstein – agisce in maniera completamente autonoma ed è in grado di analizzare i dati provenienti da tutti i canali dell’advertising (email, mobile, social, search e display), richiedendo comunque un minimo intervento umano.

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Immagine tratta dal sito albert.ai

Riesce a ottimizzare tutti quei compiti per i quali spesso si presentano tempi morti o molto rallentati, ovvero quelle attività che normalmente le persone non riuscirebbero a eseguire a una velocità e a un livello tale da rispondere in maniera immediata alle esigenze del mercato.
Le direttrici su cui è orientata la intelligenza artificiale di Albert sono quindi:

  • l’identificazione autonoma del target
  • la fase di test e ottimizzazione
  • il media buying
  • la fase di analisi e comprensione dei dati
  • la definizione delle campagne cross-channel

Il caso della intelligenza artificiale Albert applicata a Harley-Davidson

Il presidente di Harley-Davidson NY, Asaf Jacobi, ha deciso di puntare sulle capacità della intelligenza artificiale già dallo scorso anno, ben conscio del fatto che a New York City sia estremamente difficile ottenere buoni risultati in termini di vendite utilizzando l’advertising tradizionale e decidendo di orientarsi, invece, sul digital advertising.

Inizialmente, per mettere Albert alla prova, Jacobi ha ideato un piano ben preciso. In un buon fine settimana, normalmente la concessionaria di NY City arriva a vendere quattro o cinque moto: ad Albert si richiedeva di farne vendere 48 in 48 ore.

“È successo a fine primavera – racconta Jacobi – e, come qualsiasi rivenditore sa bene, è il momento in cui cerchi di sbarazzarti delle eccedenze. Ogni anno ho a che fare con questo problema».

intelligenza-artificiale-harley-davidson-utilizza-albertOvviamente l’obiettivo era fin troppo ambizioso. Tuttavia, dopo 48 ore, la concessionaria Harley-Davison di New York City aveva venduto 15 moto, ovvero il triplo delle vendite che la concessionaria avrebbe probabilmente avuto.

A distanza di tre mesi dall’impiego dell’intelligenza artificiale, per le campagne di direct response e di brand awareness, la piattaforma è riuscita a generare un buon 40% delle vendite, mentre le visite giornaliere al sito web sono aumentate del 566%. Già a partire dal secondo mese, inoltre, i clienti potenziali sono più che triplicati.

Grazie ad Albert, oggi, Jacobi è in grado di raggiungere i clienti potenziali con un uso accorto del digital advertising: comunica alla piattaforma quale è il ritorno economico che si aspetta da una campagna, quale è il suo target e quali aree geografiche vuole coprire. Tutto il resto è compito della intelligenza artificiale.
Nel momento il cui Albert decide l’allocazione delle risorse e si dà il via alle campagne, quello che Jacobi fa è monitorare i leads generati, così come le conversioni.