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La Marcia delle donne sta cambiando anche la politica

Un anno fa, il 21 gennaio 2017, 500mila persone partecipavano alla marcia delle donne su Washington, e altre decine di migliaia scendevano in strada nelle altre grandi città statunitensi. Non era un giorno a caso: ventiquattr’ore prima Donald Trump, che aveva sconfitto la prima candidata della storia politica statunitense con una campagna elettorale apertamente misogina, si era insediato alla Casa Bianca. La rivista Time ha scelto il movimento #MeToo come persona dell’anno; le donne di Hollywood hanno parlato con una voce sola per dire che è arrivato il momento di cambiare tutto; e in Alabama il voto delle donne ha messo fine alla carriera politica di Roy Moore, politico di estrema destra accusato di molestie nei confronti di alcune minorenni.

Negli Stati Uniti e nel mondo centinaia di migliaia di attivisti ricorderanno l‘anniversario della Marcia delle Donne del gennaio 2017 la più grande manifestazione di dissenso nei confronti del nuovo presidente alla quale parteciparono più di due milioni di donne nel mondo. Quest’anno si marcia non più nelle grandi città, ma dovunque, solo negli Stati Uniti 250 manifestazioni sono state organizzate – segno irrefutabile della crescita delle adesioni al movimento e della delocalizzazione della protesta.

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Le donne statunitense stanno entrando in politica in numeri mai visti prima. Lo racconta un bell’articolo nell’ultimo numero della rivista Time: “È in corso un aumento senza precedenti di donne che si candidano a ricoprire incarichi di vario tipo, dal senato statunitense ai parlamenti locali fino ai consigli scolastici. Nella maggior parte dei casi fanno parte del Partito democratico e si candidano a qualcosa per la prima volta in vita loro”. Alcune statistiche includono: 79 donne stanno cercando di candidarsi per governatore nel 2018, 41 donne corrono contro i democratici nella Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, quasi il 350%, 29 donne hanno vinto seggi in Virginia’s House of Delegates nel 2017 – un record, secondo il Center for Public Integrity.

In realtà, almeno negli Stati Uniti, la Marcia delle donne sta contribuendo a cambiare il modo in cui la gente comune parla di attivismo politico e si relaziona alla politica. Fino a poco tempo fa, non si parlava di politica o dei politici, poiché si aveva la netta sensazione che non servisse a nulla. La Marcia delle donne ha scosso il paese da questo torpore ed è riuscita a sviluppare la consapevolezza che far sentire la propria voce fa la differenza. Al momento, il movimento ha gli occhi puntati sulle elezioni di medio termine, in cui i democratici sperano di riconquistare la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti.

la-marcia-delle-donne-in-politicaLa Marcia delle donne è un fenomeno moderno, ce lo dimostra la sua struttura, non rigida ma organica, profondamente diversa dai movimenti del passato. E’ anche un fenomeno che tende ad inglobare al suo interno chiunque voglia condividere non necessariamente tutte ma solo alcune battaglie. Il nemico non è l’altro sesso, al contrario, il nemico è il sistema che costantemente discrimina contro le minoranze, i deboli, i poveri, gli immigrati e così via. La donna è diventata il simbolo della lotta contro le diseguaglianze perché da sempre discriminata.

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