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La mossa di Salvini: ecco perché il Capitano ha ritirato la sfiducia a Conte

C’è un passaggio, tra i tanti discutibili andati in scena nelle ultime ore di una crisi politica, che è parso particolarmente bizzarro agli occhi degli italiani. Il ritiro della mozione di sfiducia presentata da Matteo Salvini nei confronti del premier Conte, che si è espresso con un durissimo discorso in Senato proprio contro il vicepremier. Una scelta, quella della Lega, arrivata nonostante il Capitano avesse dichiarato chiaramente: “Rifarei tutto quello che ho fatto”.

Ma allora perché è arrivato quel gesto a sorpresa? La versione ufficiale dello stato maggiore del Carroccio verte su una lettura piuttosto discutibile: le dimissioni di Conte hanno reso non più necessaria la mozione, dunque il ritiro è praticamente un atto dovuto. In realtà, la mozione non era ancora calendarizzata e non c’era quindi alcuna ragione tecnica per un suo ritiro formale.
Le ragioni sono piuttosto politiche, il tentativo estremo di addossare al Movimento 5 Stelle e a Conte la responsabilità formale dell’apertura della crisi e della fine dell’alleanza di governo. Una strategia che comprende anche la timida riapertura di Salvini ai Cinque Stelle per portare avanti riforme condivise come il taglio dei parlamentari. Un tentativo fuori tempo massimo, come ha ribadito Conte, che ha sostanzialmente dato del codardo al ministro dell’Interno.C’è però anche un aspetto tecnico. Il ritiro della sfiducia permetterà alla Lega di presentarsi da Mattarella avanzando ogni possibile richiesta, senza barriera. Elezioni subito, dialogo con i Cinque Stelle per un nuovo accordo o tempo per capire se sia possibile lanciare un governo di centrodestra insieme a qualche scontento della galassia pentastellata. Difficile, però, che il presidente della Repubblica scelga il Carroccio come referente principale. Nonostante i disperati tentativi di Salvini.

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