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La nuova crociata della Lega? Riportare gli uccelli nello spiedo lombardo

La Lega ha una nuova crociata da portare avanti con ogni mezzo a disposizione. Una battaglia culinaria che pare, però, aver appassionato parecchio gli esponenti del partito di Matteo Salvini, che si sono compattati intorno al seguente obiettivo: “Gli uccelli tornino nello spiedo bresciano, restituiamo dignità al nostro piatto tipico”. Gli esponenti verdi lombardi hanno presentato a tal proposito un progetto di Legge regionale per la salvaguardia dello “spiedo bresciano” che per le norme sulla caccia è stato privato degli ‘osei’.

Primo firmatario del documento è il vice capogruppo leghista al Pirellone, Floriano Massardi. Il consigliere ha lanciato la sua personalissima battaglia contro la legge 116 del 2014 che prevede il divieto di “vendere, detenere per vendere, trasportare per vendere, acquistare uccelli vivi o morti, nonché loro parti o prodotti derivati facilmente riconoscibili, anche se importati dall’estero, appartenenti a tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri dell’Unione”.
Massardi sostiene che però la questione sia di vitale importanza: “L’identità di un territorio trova nella cucina locale una delle sue espressioni più importanti ed è questa la ragione che mi ha portato ad elaborare questo progetto di legge per salvaguardare il piatto principe della cucina tradizionale bresciana: lo spiedo”.Secondo l’esponente leghista, il legislatore ha commesso “una prevaricazione senza senso, ultima di una serie di follie gastronomiche, che nel corso del tempo hanno colpito diverse pietanze tipiche, cucinate da secoli, se non da millenni, in tutto il nostro Paese”. In sostanza il progetto di legge regionale chiede di ripristinare le “antiche usanze” pur “senza contrastare con la normativa nazionale”.  La proposte di legge chiede di prevedere “la cessione a titolo gratuito di donazione di piccoli quantitativi di piccola selvaggina selvatica proveniente dall’attività venatoria direttamente dal cacciatore al consumatore finale e agli esercizi di commercio al dettaglio e di somministrazione”.

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